Il Pensiero di San Francesco d’Assisi per oggi 6 Marzo 2022 – Video

Scopriamo cosa vuole dirci il santo di oggi, attraverso un suo insegnamento sempre attuale e utile per il nostro cammino quotidiano: “Al corpo è dolce fare il peccato ed è cosa amara servire Dio”.

“O Serafico san Francesco, patrono dìItalia, tu che conosci le nostre ansie e le nostre speranze, proteggi la Chiesa e la nostra Patria e suscita nel cuore di tutti propositi di pace e di bene”.

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Oggi vi proponiamo un pensiero tra i tanti di San Francesco d’Assisi. Meditiamo e riflettiamo sulle parole del Patrono d’Italia.

Al corpo è dolce fare il peccato ed è cosa amara servire Dio, poiché tutte le cose cattive, i vizi e i peccati escono e procedono dal cuore degli uomini, come dice il Signore nel Vangelo. E così non possedete nulla né in questo mondo né nell’altro. Credete di possedere a lungo le vanità di questo secolo, ma vi ingannate”.

Pensiero dei Santi: chi è San Francesco d’Assisi

San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e d’Europa, è senza dubbio uno dei santi più popolari e venerati in tutto il mondo. Nacque, nel 1182 ad Assisi in una ricca famiglia di mercanti, mentre il padre, Pietro, era in viaggio in Francia da cui il soprannome di Francesco, conferitogli proprio da questo.

Giovanni, il suo vero nome di battesimo, aveva un grande desiderio, quello di conquistarsi la fama cittadina attraverso le imprese militari. Ma, proprio durante una battaglia con la rivale città di Perugia, molti giovani di Assisi furono fatti prigionieri, tra questi anche Francesco. La prigionia fu un episodio che segnò profondamente la sua vita innescando in lui il seme della conversione.

Un cammino di fede così intenso da rinunciare a tutto, fame, lusso, agiatezza, per arrivare “a vivere nella gioia di poter custodire Gesù Cristo nell’intimità del cuore”. Ecco il perché dell’appellativo più usato per Francesco: il poverello d’Assisi. Inizialmente la sua fu una vita dedita al pentimento, in piena solitudine. Nel 1209, iniziarono a seguirlo, due sacerdoti, Pietro e Silvestro con due laici, Bernardo ed Egidio che lui chiamavi frati ovvero fratelli. Con questi avviò la sua evangelizzazione di città in città partendo da Roma dove papa Innocenzo III diede la sua approvazione.

Il presepe vivente di Greccio

A San Francesco si deve il primo presepe vivente. L’episodio risale al Natale del 1223 quando il santo, che si trovava a Greccio nel reatino, volle rivivere così la venuta al modo del Cristo. Durante la Messa, il bambinello che teneva tra le braccia, si sarebbe miracolosamente, animato più volte. Da quel giorno, a Greccio il presepe vivente è divenuto una delle tradizioni natalizie più visitate.

Le stigmate

Il 14 settembre 1224 Francesco, dopo 40 giorni di preghiera e digiuno sul monte della Verna, ebbe la visione di un Serafino crocifisso. Al termine della quale comparvero sulle sue mani e sui suoi piedi le stigmate. Anche sul suo costato comparvero i segni della passione di Cristo.

Il Papa contro la “pazzia” che sta devastando un intero popolo

Francesco ha lanciato durante l’Angelus un nuovo forte appello per la pace, sconvolta da un male che si traveste da bene e si insinua nelle menti degli uomini ingannandoli. In cosa consistono le tentazioni subite da Gesù nel deserto, poco prima di iniziare la sua “missione pubblica”? Papa Francesco ha attualizzato l’episodio evangelico odierno (Lc … Leggi tutto

Il più grande Rocker di tutti i tempi intona l’Ave Maria e incanta tutti – Video

Un momento da brividi, quando il più grande di tutti i rocker di tutti i tempi, famoso in tutto il mondo, ha intonato davanti al suo pubblico incantato, le note di una splendida e soave “Ave Maria”. 

Un gesto sicuramente in controtendenza allo sbocciare di un mondo che sembra sempre rifarsi a sentimenti anti-cristiani, quando non demoniaci.

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Uno dei più famosi cantanti della storia, che molti definiscono addirittura l’inventore del rock and roll, fu il primo ad eseguire, rifacendosi a quelle tonalità ritmiche veloci e dissacranti, una musica che inneggiò invece alla Madre di Dio. 

Una vera e propria testimonianza che oggi suona più potente che mai di fronte a un mondo che, al contrario, sembra dimenticarsi sempre più del senso del sacro e della fede, ad esempio all’interno dell’universo musicale contemporaneo.

La triste scomparsa della fede nella musica di oggi

Le tristi performance viste nei mesi scorsi a Sanremo stanno a testimoniarlo molto esplicitamente: viviamo in un mondo in cui è sempre più difficile mostrare la propria fede, oppure inversamente trovarne anche piccole tracce all’interno della musica, dei film o dei programmi televisivi, della letteratura, dei social, insomma nella produzione culturale e in genere nella società.

Eppure, se si guarda indietro nel tempo ci sono figure che sono state in grado di mostrare la propria fede senza remore, creando momenti di partecipazione emotiva altamente intensa, oppure di brani e testi musicali destinati a rimanere nella storia, quella vera, della fede cristiana.

In questo caso, si tratta di uno dei più celebri cantanti della storia, una vera e propria icona culturale noto a tutti come “The King”, passato alla storia della musica americana e internazionale per successi come “Jailhouse Rock” e “Hound Dog“. Pochi conoscono il suo brano altamente suggestivo.

La straordinaria dedica di Elvis alla Vergine Maria

Stiamo parlando di Elvis Presley. Sì, proprio Elvis intonò in un’occasione pubblica una canzone dedicata alla Vergine Maria. Sconvolgendo i presenti, ma anche dando una prova che l’amore per la Madonna e per suo figlio Gesù è la cosa più rivoluzionaria che esista al mondo, capace di scardinare ogni schema preconcetto e di portare in terra l’amore universale che può arrivare solamente dal Signore.

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Ancora oggi in rete si può trovare il video di questo straordinario momento, ovvero di quanto Elvis Presley cantò la canzone intitolata “Miracle of the Rosary”. Con un testo davvero “rock”, che recita: “O Beata Madre, ti preghiamo. Grazie per il miracolo del tuo rosario. Solo tu puoi trattenere la mano del Tuo Santo Figlio. Abbastanza a lungo, affinché il mondo intero comprenda”.

Strofa al termine del quale il grande Elvis, al minuto minuto 0:35, intonò l’Ave Maria. Ringraziando di nuovo per il miracolo del Rosario. 

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LEGGI ANCHE: Perché il Papa cambia nome nel momento in cui viene eletto?

Per cui non si può non ascoltare questo brano e intonarlo insieme al Re del rock che tuttavia, almeno in questa canzone, ha deciso di non imboccare la strada della perdizione senza freni ma di fermarsi a riflettere, anche solo per i minuti di esecuzione del brano, per guardare alla vera Madre di ogni grazia, Maria, l’unica capace di portare pienamente l’amore di Dio nella vita dell’uomo.

Perché il Papa cambia nome nel momento in cui viene eletto?

È una curiosità su una prassi che in molti potrebbero pensare che sia così da sempre e  invece no. È interessante sapere perché succede ad ogni elezione del Pontefice, mentre una folla di fedeli è lì riunita in Piazza San Pietro. E altri milioni collegati da tutto il mondo, e aspettano di conoscere chi sarà … Leggi tutto

Il Pensiero di Santa Teresa di Lisieux per oggi 5 Marzo 2022 – Video

Scopriamo cosa vuole dirci il santo di oggi, attraverso un suo insegnamento sempre attuale e utile per il nostro cammino quotidiano: “Dio mi ha aiutata e guidata per mano fin dalla primissima infanzia”.

Santa Teresa del Bambino Gesù, che durante la tua esistenza terrena hai amato Dio sopra ogni cosa e ti sei offerta vittima al suo amore misericordioso, aiutami a rendere preziosi tutti gli istanti della mia vita, trasformandoli in atti di vero amore.

pensiero Santa Teresa di Lisieux
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Oggi vi proponiamo una perla tratta da un pensiero tra i tanti scritti da Santa Teresa di Lisieux. Meditiamo le parole di questa piccola grande santa.

“Non ho paura affatto degli ultimi combattimenti, né della sofferenza della malattia, per quanto grandi siano. Dio mi ha aiutata e guidata per mano fin dalla primissima infanzia: conto su di lui. Sono sicura che mi soccorrerà fino in fondo. Potrò ben soffrire fino all’ultimo limite, ma non mai troppo: ne sono certa”.

Pensiero dei Santi: chi è Santa Teresa di Lisieux

Santa Teresa di Gesù Bambino (Alençon 1873 – Lisieux 1897) è patrona dei missionari e patrona della Francia. Ricevette un’educazione profondamente religiosa dai genitori, questo la condusse a scegliere la vita religiosa. Vestì l’abito delle monache Carmelitane scalze (secondo ordine dei frati carmelitani scalzi) al Carmelo di Lisieux nell’aprile del 1888.

Pensiero dei Santi: il silenzio e la preghiera nella difficoltà

Pochi giorni dopo aver vestito l’abito delle carmelitane il padre subisce una brutta crisi isterica. Credendosi in un campo di battaglia, crea una situazione pericolosa domata con la forza dalle autorità. Fu dunque internato all’ospedale di Bon Sauveur. Santa Teresa e le sorelle, che hanno sempre venerato il loro padre, furono costrette a sopportare, a causa di quell’episodio, critiche e commenti. Ma Teresa affrontò la difficile situazione con il silenzio, la preghiera e la lettura della Bibbia.

La piccola Via

È proprio dalla lettura della Bibbia che Teresa trovò la via per raggiungere Gesù. «Se qualcuno è piccolo, che venga a me!» (Libro dei Proverbi). Da questa frase capiamo tanto della sua spiritualità. Santa Teresa comprese a fondo che è su questa piccolezza che ci si può affidare per chiedere l’aiuto di Dio.

Spiega infatti la Santa: «Voglio cercare il mezzo di andare in Cielo per una via ben diritta […] sono troppo piccola per salire la dura scala della perfezione […]io non ho affatto bisogno di diventare grande, bisogna anzi che rimanga piccola, che lo diventi sempre di più [per innalzarmi fino al Padre]». Il Martirologio Romano ha considerato la spiritualità della Piccola Via di Santa Teresa il suo specifico insegnamento per giungere alla perfezione cristiana.

Il Miracolo di Santa Teresa a Gallipoli

Il 16 Gennaio del 1910 nel Monastero delle Carmelitane scalze di Gallipoli avvenne un fatto straordinario. Il monastero al tempo aveva dei debiti e rischiava la chiusura. L’allora Priora del monastero, madre Carmela del Sacro Cuore di Gesù (al secolo Ida Piccinno) era allettata a causa di una pleurite. All’alba di quel giorno sentì una strana sensazione, come se qualcuno la toccasse, per svegliarla.

Una voce femminile le disse: «Non temete, ciò che faccio è per il vostro bene, non per il vostro male […]. Dio si serve indifferentemente degli esseri del cielo come di quelli della terra: ecco, io vi porto cinquecento lire per sovvenire ai bisogni della vostra comunità».

Santi: Santa Teresa si presentò come “serva di Dio”

La voce apparteneva a Santa Teresa che nel presentarsi disse di non essere la Santa Madre (Teresa d’Avila), bensì la serva di Dio, Suor Teresa di Lisieux. Inoltre (altro elemento fondamentale per il processo di canonizzazione della Santa) Teresa disse a madre Carmela: «La mia via è sicura, non mi sono sbagliata seguendola»; quella a cui faceva riferimento era la Piccola Via.

Così gli uomini e le donne di Dio combattono il male della guerra

In questo tempo, in cui il mondo intero vive l’apprensione per il dramma della guerra, c’è chi affronta tutto ciò, con l’azione più efficace e forte che esista per porvi fine.  Di fronte all’assurdità della guerra, i cristiani sono infatti chiamati a un’azione collettiva be precisa, che è quanto sta avvenendo in tutta Italia. In numerose parrocchie … Leggi tutto

365 giorni con Maria: 5 marzo | Chiede il suo aiuto e Lei la guarisce

Una ragazzina gravemente malata che riceve l’apparizione di Maria direttamente nella sua abitazione. Una situazione che pochi credevano né tantomeno si aspettavano. Ma la Vergine non poteva lasciare inascoltate le preghiere di quella ragazzina sofferente. Accade qualcosa di miracoloso in seguito a quell’apparizione, tanto da essere anche comprovato da un atto notariale. Una giovane e … Leggi tutto

Il Pensiero di Santa Rita da Cascia per oggi 4 Marzo 2022 – Video

Scopriamo cosa vuole dirci il santo di oggi, attraverso un suo insegnamento sempre attuale e utile per il nostro cammino quotidiano: “Ogni stagione del mondo, attraversa una notte”.

“Sotto il peso del dolore, a te, cara Santa Rita, io ricorro fiducioso di essere esaudito. Libera, ti prego, il mio povero cuore dalle angustie che l’opprimono e ridona la calma al mio spirito, ricolmo di affanni”.

pensiero Santa Rita da Cascia
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Oggi, tra tutti i santi, vi proponiamo un pensiero di Santa Rita da Cascia. Raccogliamo e facciamo nostra questa perla di una delle sante più amate.

Ogni stagione del mondo, attraversa una notte, e l’uomo sempre si sente, smarrito e bambino, sente bisogno di stelle, segni d’amore nel cielo, e il Signore le accende, nel cielo lassù”.

Pensiero dei Santi: chi è Santa Rita?

Rita, si chiamava, in realtà, Margherita Lotti (1370ca.-1457ca., Umbria) e, nel trascorrere della sua vita, fu sposa, madre e poi Suora. Divenne moglie a 16 anni ed ebbe due figli, ma, a soli 30 anni, Rita aveva perso entrambi i genitori (non giovanissimi alla sua nascita); il marito, caduto in un agguato; i due figli, morti a causa della peste.

Aveva segnato -spiritualmente parlando- la vita del consorte (prima un combattente per la fazione dei ghibellini), avvicinandolo alla fede e alla pace del cuore, e quella dei figli, che convinse a non pensare mai di vendicare l’uccisione del loro padre.

Quando giunse a Cascia, chiese di essere ammessa al Monastero delle Suore Agostiniane di Santa Maria Maddalena. Le fu negato l’ingresso, perché le Sorelle temevano ritorsioni da parte dei nemici del marito di Rita. Un giorno, però, ella si trovò miracolosamente entro le mura del Monastero, da cui non uscì mai più.

Santa Rita è definita la Santa delle cause impossibili, per la vita difficile e dolorosa che ha condotto con esemplare spirito cristiano, di obbedienza alla volontà di Dio, e per le grazie che ha dispensato.

Santa Rita e la spina sulla fronte

Nel 1432, Rita si trovava inginocchiata davanti ad un crocifisso. Stava pregando di poter condividere le pene del Signore. Fu allora che una spina, staccatasi dalla corona di Cristo, le colpì la fronte, lasciandole una profonda ferita che, nonostante le cure e il passare del tempo, non si rimarginò, se non alla sua morte.

Le rose, che fioriscono proprio a Maggio, mese che la commemora, sono da sempre associate a Santa Rita, sia per le spine, che ricordano la sua stimmata, che per l’odore, che si sprigiona al verificarsi di un miracolo per sua intercessione.

Nel giardino del convento Agostiniano dove visse l’ultimo periodo della sua vita, si coltivano ancora le rose che -si dice- provengano da una pianta, fiorita in pieno inverno, nel luogo natio di Rita e che sbocciarono nel momento in cui la Santa, in fin di vita, espresse, ad una sua parente che si recava a trovarla, il desiderio di riceverne una. In quel luogo, si può vedere anche la dimora delle api di Santa Rita che, bianche e senza pungiglione, sciamano solo una volta all’anno, a Maggio appunto.