Unioni civili: Santa Sede svela la manipolazione delle parole del Papa

Il Vaticano ha chiarito le affermazioni del Papa sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso, tristemente manipolate. La Dottrina della Chiesa non cambia.  La Santa Sede infatti, su richiesta del Segretario di Stato vaticano, ha inviato una lettera ai vescovi messicani attraverso il Nunzio Apostolico, l’arcivescovo Franco Coppola. Un “breve scritto esplicativo” per dare … Leggi tutto

Ogni giorno un’intenzione per i nostri cari defunti – 3 Novembre

In questo mese di Novembre, vi proponiamo, giorno dopo giorno, un’intenzione da dedicare ai nostri cari defunti, affinché possano essere accolti nella gloria del Paradiso.  Novembre è, infatti, il mese dedicato alle anime del Purgatorio. È un tempo in cui la Chiesa ci invita a pregare per loro, soprattutto per quelle più dimenticate.  Sono tantissime, … Leggi tutto

Medjugorje: facciamo attenzione ai falsi messaggi che circolano

Continuano ad arrivare, con un certa ripetitività, messaggi attribuiti ai veggenti di Medjugorje, ma che in realtà non hanno nulla a che fare con loro. Sono messaggi solitamente dai toni allarmistici che chi ha un pò di confidenza con la spiritualità di Medjugorje, si rende subito conto che sono falsi. La Madonna a Medjugorje, si … Leggi tutto

Gigi Proietti: il suo rapporto con Dio e quel desiderio da bambino

Oggi è venuto a mancare un grande del cinema italiano, Gigi Proietti. Pochi conoscono il suo rapporto speciale con il Signore: da piccolo voleva farsi prete. “Sentivo tutto il fascino della liturgia in latino”, spiegava il grande Proietti, venuto a mancare il giorno del suo ottantesimo compleanno, nella festa della Commemorazione dei defunti. Non è … Leggi tutto

Quando la morte è “una livella”: Totò ci racconta il suo 2 novembre – Video

Il 2 novembre è il giorno in cui la liturgia ci fa ricordare tutti i nostri cari defunti, tutti coloro che ci attendono in Paradiso per festeggiare la gloria di Dio.

Ognuno di noi, anche in questo tempo di pandemia, il 2 novembre ricorda i propri cari defunti attraverso una preghiera. Totò, invece, ci propone una visione diversa del giorno dei Defunti.

2 novembre: la Commemorazione dei Defunti

Il giorno della Commemorazione dei defunti ci porta, ogni anno, a riflettere sul nostro “essere di passaggio su questa terra”, sul nostro rapporta con la morte, sulla paura che di essa abbiamo. La fede ci aiuta a vederla come un momento di passaggio da questa vita all’altro mondo, in un mondo di pace dove tutti godremo della gloria e della visione di Dio Padre.

Nel nostro recarci, in questi due giorni, al cimitero, nel nostro pregare per le anime di tutti i nostri cari defunti, ci imbattiamo, proprio oggi 2 novembre, in una delle più belle e celebri poesie di Antonio De Curtis, al mondo meglio conosciuto come Totò: “A livella”.

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Totò e “A livella”: un viaggio nel mondo dei morti

Un viaggio nell’immaginazione di un uomo che, rimasto chiuso all’interno del cimitero, ne è completamente terrorizzato. Era lì, a guardare e a leggere le lapidi dei tanti sepolti lì, nel cimitero della sua Napoli: conti, duchi, marchesi, ma anche gente semplice che, di certo, non si è potuta permettere una sepoltura pomposa, ma semplicemente una sepoltura atta ad accogliere le sue ossa e ad accogliere anche la preghiera sei suoi cari.

Il marchese e lo spazzino

La riflessione sulla morte, le differenze sociali che si annullano…pensieri che portano l’uomo rimasto rinchiuso nel cimitero, a veder venire verso di lui due anime: quella di un marchese, abbigliato nel modo più pomposo possibile, e quella di uno spazzino, nella sua piccola e misera tuta da lavoro.

Da lì il discorso delle due anime: “Come posso io, che sono marchese, esser sepolto vicino a te, umile netturbino” – protesta il marchese. Il pover’uomo, quasi sentendosi in colpa, chiede perdono, promettendo al marchese che “avrebbe preso la cassetta con le sue quattro ossa, e si sarebbe spostato altrove”.

“Lo vuoi capire che la morte è una livella?”

Ma l’altezzosità del marchese è tale da indispettire lo spazzino: “Ma lo vuoi capire che la morte è una livella? Quando varchiamo quel cancello siamo tutti uguali!” – è la risposta di quest’ultimo.

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Ed in fondo è proprio così. “Polvere sei, e polvere ritornerai” – dice la Sacra Scrittura. In poche parole, quello che lo spazzino ha detto al marchese. Non servono nomi, blasoni o ricchezze: quando si varca la porta della morte, tutti gli uomini sono uguali.

E Totò aveva ragione.

Video: youtube.com

ROSALIA GIGLIANO

Lo Spirito Santo che invia gli Apostoli per le vie del mondo

“I discepoli di Gesù continuano ad essere presenti sulle strade del mondo”. Quei discepoli, oggi, siamo noi, se ci guida lo Spirito Santo. Giovanni Paolo II (1920-2005, Polonia) fu eletto Papa il 16 Ottobre del 1978. La sua storia è ancora la nostra storia e parla del Dio della Misericordia e della consolazione. Parla del … Leggi tutto

Papa Francesco: la via della santità è la nostra carta d’identità – Video

Nella solennità di Tutti i Santi, Papa Francesco nel suo Angelus ci invita a essere Santi, e ci spiega anche come.

“Esser Santi è un modello di vita controcorrente”. Con queste parole, Papa Francesco ci parla della Santità come modello da imitare.

Papa Francesco: “Essere Santi, come Gesù ci vuole”

L’esser Santi, una vita per la santità: questo è quello che, nella festa del 1 novembre, dedicata a tutti i Santi in cielo e in terra, Papa Francesco ci invita ad essere. La santità che ci rende forti, la santità che ci rende felici, la santità che ci rende liberi.

I Santi che sono veramente felici perché hanno scoperto il segreto della felicità autentica, i Santi che sono i testimoni più autorevoli della speranza cristiana perché l’hanno vissuta in pienezza nella loro esistenza, tra gioie e sofferenze, attuando le Beatitudini” – ha detto il Santo Padre.

“La via della santità è la carta d’identità del cristiano”

Papa Francesco ha, più volte, indicato la via della beatitudine come la via della santità: “La via della santità è la carta d’identità del cristiano. E il tutto parte dalla prima delle Beatitudini: Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Sembrano parole contraddittorie perché il pianto non è segno di gioia e felicità […] Eppure Gesù proclama beati proprio coloro che piangono perché, nonostante tutto, confidano nel Signore e si pongono sotto la sua ombra”.

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Papa Francesco: “Abbiamo bisogno di mitezza”

Il Pontefice, però, concentra la sua attenzione anche sui miti di cuore: “Miti sono coloro che sanno dominare sé stessi, che lasciano spazio all’altro, lo ascoltano e lo rispettano nel suo modo di vivere, nei suoi bisogni e nelle sue richieste.

Queste persone sono invece preziose agli occhi di Dio, il quale dà loro in eredità la terra promessa, cioè la vita eterna […] Abbiamo bisogno di mitezza per andare avanti nel cammino della santità. Ascoltare, rispettare, non aggredire: mitezza”.

Quasi un grido, una richiesta a Dio: i miti ci accompagnano alla santità: “La solennità di oggi, che celebra Tutti i Santi, ci ricorda la personale e universale vocazione alla santità, e ci propone i modelli sicuri per questo cammino” – conclude Francesco.

Una vita santa, una vita come i Santi. Questo è quello che ci chiede Gesù.

Fonte: vaticannews.va

ROSALIA GIGLIANO

Padre Pio: quel dono nascosto che pochi conoscono – Video

La vita di Padre Pio è stata segnata da numerosi episodi. Uno di questi era la capacità di parlare a tutti coloro che andavano a trovarlo, anche in lingue che lui non conosceva.

Un episodio particolare è dato da quando Padre Pio, nel confessare una bambina, figlia di migranti italiani, parlò con lei in inglese, pur senza conoscerlo.

Padre Pio parlava le lingue

Padre Pio, il Santo del secolo scorso e tale è stato sin dal giorno in cui è nato. La sua vita è stata segnata dalla presenza di Dio con lui ed accanto a lui sempre, in ogni momento e in ogni occasione, anche quando sembrava impossibile.

Parlare al cuore di tutti, parlare con tutti: questo era uno dei doni di Padre Pio. Parlare con tutti, anche se in altre lingue che lui, non conosceva. La storia che ci apprestiamo a guardare in questo video, ha dello straordinario.

La piccola Angelina parlava solo inglese: come fece, per comprenderla?

Tantissimi erano i fedeli che, da ogni parte del mondo, arrivavano a San Giovanni Rotondo per poter parlare e confessarsi da Padre Pio. Fra questi vi era anche la piccola Angelina, figlia di migranti italiani in Inghilterra che voleva confessarsi da Padre Pio e, per volontà dei suoi genitori, da lui ricevere la Prima Comunione.

Padre Pio

Ma c’era un piccolo particolare: la piccola conosceva solo la lingua inglese. Come mai avrebbe potuto parlare con Padre Pio? Ma la Divina Provvidenza vede e può tutto. Vediamo insieme come Padre Pio riuscì a parlare con la piccola Angelina.

Video: padrepio Tv

ROSALIA GIGLIANO

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