Padre Pio: le prime misteriose stimmate di cui non tutti sono a conoscenza – Video

Padre Pio da Pietrelcina: uno dei Santi più conosciuti ed invocati al mondo. Ma sono stati in pochi a conoscere la sua sofferenza.

Le stimmate: un dono e una grazia per il Santo Frate, ma anche una fonte di sofferenza che è durata tutta una vita. Il racconto dell’inizio, di ciò che è avvenuto con le prime apparizioni di “una forma rossa” in mezzo alle mani.

Il dono di Cristo a Padre Pio nel 1910

Padre Pio e il dono delle stimmate. Il sigillo di Cristo impresso su di lui, fonte di forza ma anche di profondo dolore per il Santo Frate. Il tutto parte più di un secolo fa, nel lontano 1910, quando il giovane Fra Pio era in Campania.

Padre Pio era da poco stato ordinato sacerdote ed era ritornato a Pietrelcina su consiglio dei medici. Quando non era in chiesa a pregare o in casa sua, partiva e si dirigeva a Piana Romana, vicino il suo paese d’origine, su di una collina ricca di olmi, per attutire quello che lui stesso definiva “quel fuoco che lo andava consumando”.

A Piana Romana sostava, specialmente in estate, sia di giorno che di notte, sedendo all’orma proprio di un olmo per pregare.

Sin da giovane, lui si rifugiava sotto quell’albero e, proprio lì, erano iniziate prove e lotte spirituali, tormenti e fastidi del maligno. Un giorno confidò a Padre Raffaele che, mentre era a Piana Romana, proprio sotto quell’albero, i suoi parenti costruirono una capanna. Quel posto era diventato una vera e propria chiesetta, perché lui lì si rifugiava per espletare tutte le sue pratiche di pietà e le sue preghiere.

I tormenti del demonio ai piedi dell’albero

Nell’aprile 1951, ad un accenno di questa capanna, Padre Pio confidava: “Nessuno sa quello che avveniva là di notte“. E, con la mano, faceva segno di bastonate.

Sotto quell’olmo, nel 1910, Padre Pio si accorge di strani dolori alle mani e ai piedi e, per questo, informa il padre spirituale, ma solo a un anno di distanza, lo aveva trattenuto la vergogna di quello che gli stava accadendo. In mezzo al palmo delle mani, gli era apparso del rosso, grande quasi come una moneta, accompagnato da un forte dolore, più presente nella mano sinistra. Anche sotto i piedi avvertiva il dolore.

padre pio
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Le stimmate ricevute a Piana Romana

Il fenomeno, a cui il Santo Frate non seppe dare spiegazione, si ripeté ancora nel marzo del 1912: “Dal giovedì sera fino al sabato, come anche il martedì è una tragedia dolorosa per me. Il cuore, le mani ed i piedi sembrami che siano trapassati da una spada; tanto è il dolore che ne sento”. Un dolore forte lo avvertì un venerdi, era il 23 agosto del 1912, mentre stava officiando il rendimento di grazie per la Messa.

Ad un tratto si sentì ferire “il cuore da un dardo di fuoco”: sembrava che una forza invisibile lo immergesse nel fuoco. “Dio mio, che fuoco! Quale dolcezza” – scriverà poi, Padre Pio.

LEGGI ANCHE: Padre Pio: piangeva per il profondo dolore provocato dalle stimmate

Il 10 ottobre del 1915, Padre Pio, in obbedienza alla richiesta di Padre Agostino, confesserà di aver avuto stimmate visibili dal dolore acutissimo, “che si faceva sentire specie in qualche circostanza, in determinati giorni”.

Video: padrepio tv

ROSALIA GIGLIANO

Vangelo di sabato 27 febbraio: riflessione di Paolo de La Luce di Maria – Video

Dio ci ha fatto liberi, ma questo è il nostro limite più grande, ed è inoltre l’unico limite che Dio ha imposto a sè stesso.

Riflessioni di Paolo de La Luce di Maria

Per spiegare il Vangelo di oggi facciamo questo esempio: quando diciamo “io ce la metto tutta”, dobbiamo renderci conto che questo è un modo di dire, non è un’affermazione vera. Se ce la mettessimo davvero tutta infatti riusciremmo nelle nostre imprese.

Noi invece mettiamo in campo solo una parte di noi stessi. Mettercela tutta è rasentare la perfezione, invece noi sappiamo quello che Gesù ci chiede ma la nostra vita quotidiana non lo rispecchia.

Dovremmo fare spesso questa preghiera: “Signore, aiutami a seguire te, e non me”, perché tutti i giorni noi seguiamo troppo noi stessi. Molti di noi pensano di mettercela davvero tutta. Occorre invece pesare le parole perché questo ci aiuta ad essere più coerenti con noi stessi. Infatti quando diventiamo superficiali nel linguaggio, senza pesare le parole, finiamo per non pesare nemmeno le azioni.

La Parola ci guida

Se non pesiamo la parola non pesiamo nemmeno il nostro modo di vivere: se ci pensiamo, noi cristiani siamo guidati dalla Parola di Gesù! E Gesù non poteva mica sbagliarsi nel dire le sue parole! Ognuna di esse è soppesata al milligrammo, perché deve procurare in noi un effetto salvifico. La finalità di Cristo non è metterci in difficoltà ma salvarci tutti!

Eppure tutti abbiamo un problema comune: il famoso libero arbitrio. Facciamo un esempio: c’è un bravo sacerdote che per una vita ha servito il Signore, poi diventa Vescovo, poi Cardinale… ma mettiamo che alla fine della vita fa qualcosa di grave, magari diventa attaccato al denaro, o guarda le donne, oppure i suoi desideri non sono più in linea con quelli del Signore.

Il limite della libertà

Quel sacerdote secondo la Bibbia andrà all’inferno! Com’è possibile? È possibile perché noi abbiamo il dono della misericordia di Dio ma abbiamo la libertà di non accoglierla, una libertà dove Dio non può entrare. Dio ci ha fatto liberi, ma questo è il nostro limite più grande. Il dono della libertà degli uomini è inoltre l’unico limite che Dio ha imposto a sé stesso, al punto che abbiamo potuto uccidere suo Figlio.

Noi molto spesso non ci rendiamo conto delle cose perché il linguaggio del mondo ci ha portato ad essere degli “approssimativi”. Ma un cammino di fede come quello che ci indica il Vangelo e ci mette davanti a dei quesiti. Ad esempio sulla scia del Vangelo di oggi ci chiede: che merito ne avrai se inviterai a casa tua solo i tuoi amici, i tuoi parenti o le persone che ti piace invitare?

Tutto ciò non sarebbe sbagliato se non avessimo escluso tutte quelle altre persone che potevamo considerare e non abbiamo considerato.

Saper chiedere: come stai?

Il Signore ci chiederà: perché hai invitato solo i tuoi amici e non hai invitato quel povero? Perché non gli hai portato da mangiare? Perché quella volta sei andato dritto e non ti sei fermato davanti a quella persona?

Il nostro cammino di fede è fatto di gesti verso le persone che Dio ci mette a fianco e verso quelle persone che hanno bisogno di noi, e quel bisogno non è solo economico o materiale, ma è anche sentirsi chiedere semplicemente: come stai? È un atto di riconoscimento e d’amore che può bastare, ma noi non facciamo nemmeno quello. Allora oggi Gesù ci chiede di dire quel “come stai” a quel fratello magari scomodo scomodo che Dio ci ha messo dinnanzi e del quale un giorno dovremo rendere conto.

Sia lodato Gesù Cristo.

Redazione

Paolo è il fondatore della Luce di Maria, è un laico, padre di famiglia e sposato in chiesa.
Tutte le sere alle ore 00:00 recita in diretta Facebook e Youtube de La Luce di Maria, il Santo Rosario che accompagna con delle riflessioni spontanee sulla Parola del Vangelo del giorno a venire.

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