Cosa accade al corpo delle anime che finiscono all’Inferno?

La Chiesa cattolica insegna che tutti riceveremo un corpo risorto, ma spesso ci si domanda cosa accadrà a quanti scelgono, con la propria libertà, di finire all’Inferno. 

La risurrezione della carne è infatti una dottrina escatologica affermata dalla Chiesa cattolica, ma anche da quella ortodossa e non solo, che spiega in modo preciso cosa avverrà.

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Alla fine dei tempi, in seguito al Giudizio universale, tutti i corpi dei defunti risusciteranno e si ricongiungeranno alle rispettive anime. In tutto ciò, anche chi finisce all’inferno riceverà un corpo risorto, ma non nello stesso modo di quelli del Paradiso.

Cosa dice in merito la Dottrina cattolica

La fede nella Risurrezione alla fine dei tempi era già diffusa all’interno del mondo ebraico, più o meno al partire dal secondo secolo a. C. Tuttavia, questa non faceva parte della dottrina “ufficiale”, e per questa ragione non tutti la accettavano. La disputa evangelica tra Gesù e alcuni Sadducei, che la negavano, lo mostra chiaramente. Dal suo canto, in quella situazione, narrata sia da Matteo che da Marco e Luca, Gesù riaffermò la risurrezione e aggiunse che essa non sarebbe stata una replica di questa vita. Al contrario, sarebbe stata una condizione del tutto diversa.

In Luca 20, 34-36 si legge: “I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell’altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio“.

Le tante discussioni avvenute nella storia cristiana

Nella storia cristiana, furono molti i cristiani caduti in eresia che sostennero le teorie più diverse. Tra questi, ad esempio, c’è Taziano il Siro, discepolo di san Giustino caduto nell’eresia valentiniana, che affermava che l’anima condannata al castigo eterno si dissolve dopo la morte e sarà resuscitata da Dio alla fine dei tempi per il castigo senza fine.

Al contrario, affermava Taziano, l’anima che ha conosciuto Dio e la verità, ha la possibilità di non dissolversi dopo la morte e di ricevere la vita di Dio fin dal momento in cui si separa dal corpo. Una tesi che ricorda in maniera curiosa quanto il giornalista Eugenio Scalfari tentò di mettere in bocca a Papa Francesco in una delle sue interviste smentite dalla Santa Sede, e riportate “a memoria”.

Scalfari mise infatti in bocca al Pontefice che dopo la morte c’è la “scomparsa delle anime peccatrici“: un po’ troppo per Francesco, tanto che la Santa sede ha dovuto smentire categoricamente l’intervista, purtroppo la prima di una lunga serie di vicende analoghe con il fondatore del quotidiano “La Repubblica”.

La Risurrezione di Gesù anticipa quella della carne

Il Cristianesimo infatti afferma che la Risurrezione di Gesù, avvenuta tre giorni dopo la sua morte sulla Croce, anticipa e preannuncia la risurrezione della carne. Non solo per il Salvatore, però, ma per tutti gli uomini. Lo spiega anche san Paolo nella Prima lettera ai Corinzi.

“Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte”.

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Per la Chiesa cattolica infatti la risurrezione dei corpi è un dogma e una verità di fede, che porta la promessa che il corpo che si riunirà all’anima, con un corpo glorioso, incorruttibile e perfetto. Ancora più nello specifico, il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma infatti che a risuscitare saranno “tutti gli uomini che sono morti”, ma con un distinguo. “Quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna”.

Cosa accadrà ai corpi risorti delle anime dannate all’Inferno?

Ci si chiede allora: cosa accadrà ai corpi risorti delle anime dannate all’Inferno? Teologi ed esegeti affermano che questi corpi avranno tutte le stesse qualità di chi è in Paradiso, escluse quelle trascendentali. Avranno tutte le condizioni che gli permetteranno di avere la punizione dell’inferno, ma mancheranno di quelle che daranno loro la glorificazione del Signore che spetta a chi si trova in Paradiso.

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Ad annunciarlo è infatti Gesù con parole molto dure: “Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno […] tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente” Mt 13,41-42). Parole che nel Vangelo di Matteo anticipano un’altra forte condanna: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno! (Mt 25,41)”.

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Tuttavia, la Chiesa prega ogni giorno affinché nessuno si perda mai tra le fiamme degli inferni, come si legge nella Prima lettera a Timoteo, dove si spiega che Dio “vuole che tutti gli uomini siano salvati”, in quanto per Lui “tutto è possibile”. Perciò resta che pregare con parole ben precise: “Signore, non permettere che sia mai separato da te“(1 Tm 2,4).

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