Resurrezione di Gesù: recenti studi dimostrano che è avvenuta

La Resurrezione di Gesù è unicamente un atto di fede o è spiegabile anche attraverso la storia? Si fa largo questa seconda ipotesi.

Gesù risorto
Gesù risorto (photo Pixabay)

Ad affrontare un così importante tema come quello della “storicità” della Resurrezione di Nostro Signore Gesù sono intervenuti studiosi celebri. Tra questi annoveriamo studiosi del calibro di William Lane Craig, filosofo della religione, teologo e apologista statunitense e l’americano  J.P. Moreland, anch’egli apologista e teologo. Gli studiosi appena citati ci hanno offerto un importante approccio a questo evento storico e spirituale che ci permette di leggere i fatti da un punto di vista ancor più “razionale”.

Lo stesso Craig, come Uccr ricorda, ci insegna che la Resurrezione di Gesù si basa da una parte “sull’esperienza personale”, dunque con un approccio esperienziale con Lui ma, d’altra parte, esiste un forte “sostegno storico” che porta a guardare la Resurrezione come la “migliore delle spiegazioni” ad alcuni eventi inspiegabili della storia del Cristo.

Resurrezione di Gesù: uno sguardo alla storia

Tra gli eventi sopracitati ricordiamo, in primo luogo, quello della sepoltura di Nostro Signore. Questo evento, secondo lo studioso americano Craig, risulta attendibile, storicamente parlando, attraverso il cosiddetto “criterio dell’imbarazzo”. A cosa ci si riferisce? La sepoltura di Gesù si verificò attraverso l’intervento di Giuseppe d’Arimatea. Questa sepoltura per mano di Giuseppe è “molto probabile” dal momento che risulta inspiegabile come i membri della prima comunità cristiana, dunque della Primitiva Chiesa, potessero valorizzare così tanto un membro del Sinedrio ebraico. Ricordiamo l’ostilità che vi era tra i primi cristiani e i membri del Sinedrio (artefici della morte del Cristo). Lo stesso John Robinson, per tali motivi, sosteneva nel 1973 che la sepoltura di Gesù è pertanto “uno dei fatti più antichi e meglio attestati su Gesù”.

Un altro importante chiarimento: le apparizioni del Cristo risorto

A dar manforte a questi studi, recentemente avviati e portati a conclusione dagli studiosi della Chiesa, c’è un’altra importante conferma, riguardante questa volta le apparizioni di Gesù dopo la sua morte. In questo caso, sostengono gli studiosi, si fa riferimento al criterio della “molteplice attestazione”. Infatti, in diverse occasioni, furono numerosi gli individui, nonché i gruppi ad aver sperimentato esperienze personali con le apparizioni di Gesù, ma questo non basta. A confermare il tutto intervengono le fonti.

Resurrezione
Resurrezione (photo Pixabay)

L’apparizione di Pietro è attestata nelle fonti di Luca e Paolo. L’apparizione ai Dodici Apostoli è attestata da Luca, da Giovanni e da Paolo. Sono invece Matteo e Giovanni ad attestare l’apparizione alle donne. Ad intervenire su questa delicata questione è stato il critico tedesco Gerd Lüdemann, studioso del Nuovo Testamento. In uno dei suoi scritti, sosteneva che “Può essere preso come storicamente certo che Pietro e i Discepoli abbiano avuto esperienze dopo la morte di Gesù in cui Egli apparve loro come il Cristo risorto”.

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Le conclusioni dello studioso

Dunque, come ricorda il teologo americano Craig, la Resurrezione di Gesù può anche rappresentare una miracolosa spiegazione di tutte queste prove (ce ne sarebbero anche delle altre, in realtà), ma queste prove, in sé, non sono miracolose. Continuava il teologo, nessuno dei fatti appena citati è in alcun modo “soprannaturale” o “inaccessibile” alla storia. Infatti, la miglior spiegazione di tutti questi fatti è che “Gesù è risorto”.

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F.A.

 

 

 

 

 

 

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