Ecco le celebrazioni del Venerdì Santo

Ecco le celebrazioni del Venerdì Santo
Venerdì Santo

La liturgia di oggi è molto particolare; il sacerdote indossa l’abito rosso, in memoria della Passione di Cristo che si sta celebrando (come la Domenica delle Palme).
La chiesa, che si prepara al silenzio fino alla Veglia di Resurrezione, è completamente spoglia: l’altare è disallestito, senza candele o tovaglie; le statue dei Santi e i crocifissi sono coperti; non ci sono fiori o altri abbellimenti.

Dal canto del Gloria del Giovedì Santo, fino al canto del Gloria della Veglia della notte di Pasqua (tra sabato e domenica), le campane smettono di suonare. Tutto tace, tutto è intimo silenzio, per far spazio ad ogni riflessione sul momento in cui Gesù, arrestato e ritenuto colpevole, torturato e appeso alla croce, muore.

E non è una morte qualunque, ma il sacrificio di un Dio, il nostro, incarnato nell’uomo/Gesù che deve caricarsi dei peccati dell’umanità intera. Solo così potrà scendere agli inferi, come ricordiamo nella recita del Credo, battere il male, Satana, e salire al cielo vittorioso, risorto, portando con se le anime, fino ad allora imprigionate nelle sofferenze eterne.

Ciò che la chiesa preannuncia e rivive (non semplicemente commemora), in queste ore, e noi tutti fedeli cristiani con essa, sono i momenti di preparazione a quel grande sacrificio che ci ha salvato, dal perderci per sempre: questo il Regno di Dio, che tutti aspettavano.
Oggi, Gesù muore, mentre gli ebrei preparavano la loro Pasqua, immolando agnelli nel tempio di Gerusalemme; ricordando il momento in cui segnarono le porte col sangue dell’agnello, perché l’Angelo del Signore salvasse i loro primogeniti, dal sacrificio d’Egitto e permettesse loro di cominciare quel viaggio che (Domenica della Pasqua) li porterà ad attraversare il Mar Rosso, liberati dalla schiavitù dei Faraoni, per sempre.

Il nostro Agnello pasquale è Gesù Cristo; oggi, e solo per oggi, anche il lumino al lato dell’altare, che indica la presenza di Cristo vivo in chiesa, è spento.
La celebrazione si svolgerà in tre momenti distinti e tutto avrà inizio con l’omaggio del sacerdote, che si prostrerà a terra, davanti all’altare, in segno di estrema penitenza.
La liturgia della Parola è il primo momento, che prevede la lettura del Vangelo della Passione di nostro Signore Gesù Cristo, secondo Giovanni (sempre secondo Giovanni, il Venerdì Santo, indipendentemente dall’anno in corso), con la divisioni in parti, con il sacerdote che impersona Gesù, diacono o lettori Pietro, il centurione, la folla … come durante la Domenica delle Palme.

In questo giorno, al momento della preghiera dei fedeli, si leggono delle particolari invocazioni, comprese nella Preghiera Universale, il più antico modello di intercessione, che abbraccia varie situazioni e consegna l’umanità intera a Cristo.
Si pregherà per la chiesa, per il Papa, per tutti gli ordini sacri e per tutti i fedeli, per i catecumeni, per l’unità dei cristiani, per gli Ebrei, per i non cristiani, per coloro che non credono in Dio, per i governanti, per i tribolati.

Terminato questo momento, si passa al secondo, quello dell’ostensione e adorazione della Santa Croce, durante il quale il sacerdote e i ministranti mostrano al popolo la Croce dolorosa su cui Cristo sta per essere crocifisso. La Croce è inizialmente celata e si scopre in tre fasi successive, mentre il sacerdote prega, seguito dal popolo.
Successivamente, anche i fedeli sono invitati a rendere omaggio alla Croce, avvicinandosi, in processione, ad essa.

A questo punto, inizia il terzo momento, il rito della Comunione. Si allestisce in parte l’altare, in attesa che il sacerdote porti li il Santissimo Sacramento, preso dall’altare della reposizione, preparato il giorno prima.
Dopo la Comunione, senza benedizione e in silenzio, l’assemblea si scioglie.

LA VIA CRUCIS DEL VENERDI’ SANTO

All’uscita dalla chiesa, si procede alla Via Crucis. Si tratta di una processione, con fiaccolata, letture e riflessioni che, laddove fosse possibile, si snoderà per le strade del paese, ripercorrendo tutte le tappe (le Stazioni) del cammino sofferente che Gesù affrontò, portando la croce sulle spalle, fino al luogo in cui venne giustiziato e morì, il Golgota.
Si ricorda la sentenza di Pilato e la condanna della folla inferocita; il caricamento della croce sulle spalle del Signore; le sue tre cadute lungo il tragitto; l’incontro con la Madre che mai abbandona il Figlio e, inerme, assiste al suo supplizio; Simone di Cirene che lo aiuta, per un tratto, a trasportare la Croce; la Veronica che gli asciuga il volto, cercando di dargli un po’ di sollievo; le pie donne di Gerusalemme che piangono per lui; il momento in cui Gesù viene denudato, mentre i soldati si spartiscono la tunica e le vesti; quando viene inchiodato alla Croce e invoca il Padre e, per la prima ed ultima volta, vive l’abbandono di Dio, nel dolore massimo; l’istante in cui spirò.

La Via Crucis si conclude col Cristo morto, che viene deposto nel sepolcro.
Nel corso degli anni, le Stazioni della Via Crucis sono andate via, via delineandosi. Pare che la devozione sia stata propagata da San Francesco d’Assisi e anche dai pellegrini francescani di ritorno dalla Terrasanta, luogo in cui erano i custodi dei siti sacri della Palestina.

Dapprima si diffuse in Spagna, poi, al tempo di Papa Clemente XII (1731), anche in altre chiese.
Ricordiamo che oggi, Venerdì Santo, ha inizio anche la Novena della Divina Misericordia di Suor Faustina Kowalska, con le seguenti intenzioni, dettate alla religiosa direttamente da Gesù: “Desidero che durante questi nove giorni tu conduca le anime alla fonte della Mia Misericordia, affinché attingano forza, refrigerio ed ogni grazia, di cui hanno bisogno per le difficoltà della vita e specialmente nell’ora della morte. Ogni giorno condurrai al Mio Cuore un diverso gruppo di anime e le immergerai nel mare della Mia Misericordia. E Io tutte queste anime le introdurrò nella casa del Padre Mio. Lo farai in questa vita e nella vita futura. E non rifiuteró nulla a nessun’anima che condurrai alla fonte della Mia Misericordia. Ogni giorno chiederai al Padre Mio le grazie per queste anime per la Mia dolorosa Passione”.

Inoltre, è bene non dimenticare che Sabato sarà l’unico giorno dell’anno “aliturgico”, cioè privo di celebrazioni religiose. Questa giornata sarà dedicata all’attesa della Veglia solenne della Risurrezione di Gesù.

Un tempo (in qualche paese ancora oggi), non potendosi suonare le campane, la liturgia del Venerdì Santo e il mezzogiorno del Sabato venivano annunciati con degli strumenti artigianali, fatti di ingranaggi che ruotando producevano rumore. Era solitamente compito dei ragazzi girare le vie del paese con questi arnesi e “suonarli”.

Antonella Sanicanti