Santuario Madonna Bella di Cantù: dove la Vergine ascoltò la giovane

Il Santuario della Madonna dei Miracoli o Madonna Bella nacque in seguito all’evento miracoloso che, grazie alle preghiere della giovane, salvò tutti. 

Madonna Miracoli cantù
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Il santuario si trova poco fuori Cantù, in piena Brianza, ed è considerato senza dubbio un punto di riferimento in materia di pellegrinaggi e per tutto ciò che riguarda la devozione mariana in questa zona d’Italia.

L’avvenimento miracoloso all’origine della devozione

La sua origine riporta all’avvenimento miracoloso che ha avuto luogo nel 1543, fuori la porta di Campo Rotondo che ora corrisponde a piazza degli Alpini, dove l’effige della Vergine era impressa su di un pilastro in cui già allora molti fedeli si fermavano in preghiera.

La Madonna apparve ad Angiolina della Cassina Novello, una giovane fanciulla che si era rivolta a Maria per chiedere la fine di una tragica carestia che stava affliggendo la popolazione. La Vergine disse alla giovane di recarsi in paesi per dire a tutti che era arrivato il tempo di mietere, nonostante si fosse ancora fuori stagione.

La nascita della devozione alla Madonna Bella

La popolazione la ascoltò e il raccolto fu miracolosamente fruttuoso. Da quel giorno la fame e la miseria terminò, e la devozione alla Madonna crebbe in maniera rigogliosa. Con la diffusione della notizia in tutta la notizia cominciò il culto alla Madonna Bella, che poi divenne nota come la Madonna dei Miracoli per via dei numerosi eventi prodigiosi che caratterizzarono questa devozione.

Ancora oggi all’interno dell’edificio, giusto sopra l’altare, è possibile vedere l’immagine risalente al 1300, che un tempo venne anche posta in un altro edificio sacro. In questo quadro è rappresentata Maria in mezzo a due angeli musicanti davanti ad un trono in legno.

L’esterno della chiesa e lo stile barocco misto al neoclassico

L’esterno della chiesa è caratterizzato da uno stile barocco che tuttavia richiama a un gusto neoclassico, terminato nel 1900 per opera dell’architetto Zanolini e ricco di elementi decorativi. Nella parte inferiore, invece, delle lesene che la dividono in tre scomparti, mentre in quella superiore si trova la statua della Madonna Immacolata, custodita dentro una nicchia raggiata.

L’interno della chiesa presenta una struttura a tre navate, sormontate da volte a cupola, mentre la volta centrale era in origine più alta dell’attuale di due metri circa, come evidenzia l’affresco sulla parete.

Le splendide opere all’interno della chiesa

La Cappella grande venne dipinta in maniera splendida da Giovanni Mauro della Rovere, detto il Fiamminghino, su consiglio di San Carlo Borromeo, nel 1637. Il Borromeo dopo avere visitato il santuario nel 1570 aveva notato la mancanza di opere pittoriche e provvide a venirne in riparo.

Sempre il Fiamminghino si occupò della cupola al cui centro la Vergine Assunta è circondata da putti festanti, sopra un porticato di otto scomparti, in cui sono rappresentati i profeti Ezechiele, Geremia, Isaia, Mosè, il Re Davide e il Re Salomone, tutti assisi sul trono. Sulle pareti del presbiterio verso la chiesa, invece, le raffigurazioni: de La visita dei Re Magi e Le nozze di Cana.

I crolli che interessarono la chiesa negli anni

Sulla navata di sinistra è inoltre visibile L’incoronazione della Vergine opera di Camillo Procaccini, che risale al 1610 e, sull’altare minore, L’apparizione di Cristo a Santa Teresa, opera del 1714 di Grandon.

Il crollo che nel 1837 interessò la struttura e costrinse ad una lunga e dispendiosa ristrutturazione portò a delle vistose differenze all’interno del santuario, come anche l’altro crollo che avvenne nella seconda metà dell’ottocento, che portò alla ricostruzione dell’esterno del presbiterio abbellito con stucchi, bassorilievi, ornamenti e opere pittoriche dall’architetto Giacomo Moraglia.

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In questa ultima occasione l’immagine della Madonna Bella fu spostata sull’altare maggiore, in marmo bianco, opera del Calvi. Nel coro, invece, ci sono affreschi risalenti al 1724, opera di un autore ignoto. Mentre infine nel 1923, sulla parete destra della Chiesa, venne eretto un nuovo altare in onore ai caduti della prima guerra mondiale.

Giovanni Bernardi

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