Sant’Enrico II crebbe in un ambiente cristiano: il fratello Bruno divenne Vescovo, una sua sorella divenne monaca e un’altra sorella sposò un futuro Santo, Stefano re d’Ungheria. Papa Benedetto VIII lo consacrò guida del Sacro Romano Impero.
Sant’Enrico II nacque a Bad Abbach (Germania) tra il 973 e il 978. Fu re d’Italia dal 1002 al 1024 e successivamente imperatore del Sacro Romano Impero. Fu l’ultimo esponente della famiglia degli Ottoni. Sant’Enrico II, insieme alla moglie (anch’ella Santa) Cunegonda di Lussemburgo, si adoperarono per rinnovare la Chiesa e per portare la fede in Cristo in tutta Europa. Il Santo imperatore crebbe in un contesto familiare cattolico. Ricevette una buona istruzione religiosa presso il Santo Vescovo Wolfango.
La politica estera del Santo re e imperatore fu caratterizzata da un netto abbandono delle mire espansionistiche ed universaliste di suo cugino Ottone III, al quale succedette nel 1002 come re di Germania. Il suo intento era quello di rafforzare l’alleanza del potere imperiale con la Chiesa. Sant’Enrico II fu presidente di diversi sinodi episcopali. Restaurò l’arcivescovado di Merseburg nel 1004 e tre anni dopo fondò quello di Bamberg.
Nel 1022, durante il pontificato di Benedetto VIII si celebrò il Concilio di Pavia. Al Concilio partecipò anche il Santo imperatore, in stretta collaborazione col pontefice. Alla conclusione del Concilio vennero emanati sette canoni contro il concubinato dei sacerdoti e in difesa dei patrimoni ecclesiastici. Ai fini del processo di riforma ecclesiale dell’XI secolo questo Concilio si dimostrò molto importante.
L’operato di Enrico e di sua moglie Cunegonda fu particolarmente favorevole al monachesimo. La sua vocazione monastica lo portò a favorire l’ordine cluniacense e a costruire numerosi monasteri. Durante il Regno di Enrico furono erette molte Chiese e conventi: uno di questi è il sopracitato Duomo di Bamberga (1007), città divenuta sede vescovile grazie ad Enrico. La moglie Cunegonda fece edificare un monastero benedettino e uno di Canonici. Fu lo stesso Enrico a sollecitare, nel 1014, l’inserimento del Credo nelle messe festive e nelle altre celebrazioni. La richiesta fu accettata da Papa Benedetto VIII.
Nel 1022 Sant’Enrico II scese in Italia per lottare contro i bizantini. Si ammalò gravemente e, dopo aver pregato sulla tomba di San Benedetto, guarì miracolosamente. Il Santo morì il 13 luglio del 1024. Enrico II e sua moglie furono sepolti nella cattedrale di Bamberga. Le loro tombe divennero ben presto meta di pellegrinaggi. Il processo di canonizzazione si concluse nel 1146, quando fu reso Santo da Papa Eugenio III. La moglie Cunegonda fu santificata nel 1200, durante il pontificato di Innocenzo III. La Chiesa celebra la memoria liturgica del Santo imperatore il 13 luglio.
Fabio Amicosante
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