Sant’Antonio di Padova: la profezia al funerale dell’avaro

Sant’Antonio di Padova è considerato uno dei migliori oratori della storia della Chiesa. C’è una storia incredibile riguardante la sua vita, però, che non molti conoscono.

Sant'Antonio di Padova

Sant’Antonio di Padova, una vita spesa per la predicazione e i poveri

I cattolici praticanti sanno praticamente tutto della vita di Sant’Antonio di Padova, un nobile di origine lusitana che decise di abbandonare i propri averi per seguire la propria vocazione e divenire un frate minore. Non è un caso che la sua vita sia cambiata grazie ad un incontro quello con San Francesco d’Assisi, altro nobile che si spoglio dei propri averi e che cambiò probabilmente per sempre la concezione di fede tra i monaci e nella Chiesa.

Sempre a Sant’Antonio si deve un importante miglioramento della condizione di alcuni poveri. La sua intercessione fu determinante per far sì che questi, almeno a Padova, non dovessero pagare con l’esilio o con il carcere i debiti di cui non riuscivano a farsi carico. Parliamo dunque di un uomo, la cui esistenza è stata dedicata all’aiuto del prossimo, specie i più bisognosi. Non sorprende dunque che ne sia nato un culto che dura tutt’oggi e grazie al quale i fedeli ottengono grazie per intercessione (come il bambino che ha trovato la parola).

L’evento incredibile al funerale dell’avaro

Si può sostenere che di questo Santo si conosca proprio tutto, eppure c’è una storia di cui non molti sono a conoscenza e che il sito ‘San Francesco patrono d’Italia‘ riporta. Sant’Antonio si trovava a passare al funerale di un uomo conosciuto in vita per la sua parsimonia. Conclusa la messa funebre si stava procedendo alla tumulazione del suo corpo, ma il frate cominciò ad urlare: “Non va sepolto in un luogo consacrato. Il suo corpo è privo di cuore”.

Le frasi pronunciate da Sant’Antonio hanno indispettito i presenti, amici e parenti dell’uomo, e ne nacque una veemente discussione. A quel punto il Santo di Padova disse loro di controllare se stava mentendo. Incredibilmente, alcuni medici aprirono il petto del defunto e non vi trovarono il cuore in petto. Questo fu ritrovato solo in seguito, all’interno della cassaforte in cui teneva il suo oro.

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Luca Scapatello

 

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