Il Sacro Monte di Arona fu costruito per onorare la figura di San Carlo Borromeo, che nacque in queste terre, in cui avvenne anche un particolare miracolo.
Arona si trova sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, , in provincia di Novara. Da lì si può vedere la Rocca di Angera, la stessa fortezza in cui si narra che morì incarcerato San Rocco, il protettore della peste.
La stessa cittadina di Arona è però anche famosa per la gigante statua di San Carlo Borromeo, nota a livello popolare come il “Sacarlone”. Ci si può infatti salire all’interno e giungere addirittura fino alla testa, come per la Statua della libertà di New York.
Qui alla fine del quindicesimo secolo la Madonna apparve ad un gesuita portoghese, che di nome faceva Emmanuel Sà. Il gesuita era anche un esegeta e professore di teologia morale. Maria gli apparve in più occasioni, l’ultima delle quali si trovava in compagnia di Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù. In quell’occasione, Maria, gli predisse nientemeno che la data della sua morte, avvenuta il 30 dicembre.
Visitando la cittadina è d’obbligo un passaggio al Sacro Monte di Arona, dedicato a San Carlo. In questi stessi monti, infatti, situati tra Piemonte e Lombardia, nel periodo che va dal sedicesimo al diciassettesimo secolo ci fu un grande afflato di religiosità popolare. Il santuario venne costruito su un’altura posta alle spalle della città di Arona. In quello stesso luogo, infatti, il santo vi era nato nel 1538.
Qui si può trovare, tra le altre cose, un ambiente naturale di grande interesse paesaggistico. L’obiettivo del santuario, progettato da padre Marco Aurelio Grattarola, religioso della congregazione degli oblati, era proprio quello di celebrare la figura dell’arcivescovo di Milano, nelle terre appartenenti alla sua famiglia e al di sopra del meraviglioso scenario del Lago Maggiore.
La statua venne collocata sopra il monte affinché potesse essere visibile anche dall’altra sponda del lago.
Giovanni Bernardi
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