Medjugorje, Padre Slavko: In Paradiso? si fa una cosa sola

Come spiegava Padre Slavko il senso della vita terrena?

Padre Slavko, francescano e sacerdote a Medjugorje, aveva conseguito anche gli studi in pedagogia religiosa e di psicoterapia.

Medjugorje - Padre Slavko tempo di grazia

Padre Slavko Barbaric, sapeva bene, come accogliere nel migliore dei modi, tutti coloro che giungevano a Medjugorje, bambini e adulti.

Medjugorje, Padre Slavko: la vita è un pellegrinaggio

Il frate aveva ribadito più volte l’importanza di vedere questa vita come un pellegrinaggio, un viaggio più o meno lungo, che porta al Padre, all’eternità. Ed è così che trascorse i suoi giorni su questa terra, come se fossero un percorso da compiere, con l’aiuto di Maria, per giungere alla metà, il più possibile convertiti e pieni di fede autentica.

A questo stile di vita istruiva tutti i fedeli che lo raggiungevano a Medjugorje. Li guidava alla comprensione del grande mistero della Regina della Pace: “L’intera vita dell’uomo e la sua attività possono essere considerati nell’ottica di un pellegrinaggio”.

Medjugorje: Maria ci guida nel cammino verso la Patria celeste

L’uomo, inteso come essere umano, non ha residenza stabile su questa terra, ma è in cammino verso la Patria celeste: il regno di pienezza, di pace, di gioia, di unità e di vita eterna! Non dimenticherò mai la testimonianza che diede uno dei veggenti, quando raccontò che la Madonna aveva mostrato loro il Paradiso e qualcuno domandò cosa si fa in Paradiso?

La risposta fu: “In Cielo, si rende Grazie a Dio e sarà necessaria tutta l’eternità per esprimere questa riconoscenza, quando comprenderemo tutto quello che Dio ha fatto per noi!“.

Padre Slavko scrisse moltissimi libri e salì, con tantissimi fedeli, sia il Podbrdo, pregando il Santo Rosario, che il Krizevac recitando la Via Crucis, lì, nel luogo in cui avrebbe perso la vita. Presso la Casa di Preghiera “Domus pacis”, aveva organizzato molti seminari, che si basavano sulla preghiera e il digiuno. Inoltre, guidava l’Associazione Majcino selo, che accoglie orfani di guerra, ragazze madri, anziani soli e bambini di famiglie disgregate.

Antonella Sanicanti

 

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