San Francesco d’Assisi: l’affresco che mostra il suo vero volto di frate

Un viaggio nell’arte e nella fede per scoprire l’affresco di Subiaco, la più antica rappresentazione che ci svela i veri lineamenti del Poverello.

mosaico san francesco d'assisi
Dire che non conosciamo le reali fattezze fisiche o l’immagine di San Francesco d’Assisi sarebbe un errore: dalle maestose opere di Giotto fino alle innumerevoli immagini sacre, il volto del Poverello è impresso nella mente di tutti noi. Eppure, siamo davvero sicuri che quelle rappresentazioni riflettano la realtà?

Recenti studi storici e artistici hanno riacceso i riflettori su quella che è considerata la primissima immagine in assoluto del Santo, dipinta prima ancora che ricevesse le stimmate. Un ritratto dal valore inestimabile: ecco dove si trova questo capolavoro e perché rappresenta una scoperta straordinaria per la fede e per la storia.

L’affresco di Subiaco: dove si nasconde il ritratto più antico del Santo

Delle immagini di Francesco d’Assisi, possiamo dire che, grazie anche agli affreschi dei pittori a cavallo fra la fine del 1200 e gli inizi del 1300, ne abbiamo di diverse: tutte che ci permettono di avere l’immagine del Santo con le stimmate anche sotto diverse prospettive. Uno su tutti è Giotto che, anche con i suoi affreschi presenti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, ci dà un quadro generico anche di momenti salienti e particolari della vita del Santo.

affresco vero volto san francesco
L’affresco che rappresenta il vero volto di Francesco d’Assisi – lalucedimaria.it

Ma una delle domande che, in tantissimi si sono posti è: qual è il vero volto di Francesco? Qual è la primissima immagine che di lui ne viene data? Recenti studi hanno portato al Sacro Speco di Subiaco: qui è possibile trovare uno dei primissimi (se non il primo proprio) affresco del Santo, non avetnte anocra le stimmate: semplicemente un frate in carne ed ossa. Siamo in quella che è comunemente conosciuta come la “Grotta Santa”, costruita nelle vicinanze di dove San Benedetto da Norcia, da giovane, si ritirò come eremita.

Nella parte più profonda di queste grotte è possibile ammirare un altro protagonista, proprio Francesco d’Assisi. A raccontare a Ewtn è il priore del Santo Speco, padre Vivera, il quale spiega che Francesco arrivò in questi luoghi alla ricerca di ciò che, anni prima, Benedetto solo qui aveva trovato: silenzio e preghiera, uniti alla bellezza del creato. “Francesco viene qui, rimarrà qualche tempo qui, non sappiamo quanti giorni, e poi fu immortalato. Perché abbiamo l’affresco molto famoso e sicuramente è rimasto in preghiera per la devozione verso i benedettini, di cui poi lui in qualche modo si ispirerà. Nella vita francescana, anzi, possiamo dire che Francesco, quando incomincia a fare il suo cammino, non ha idea di fondare un ordine. Lui vuole vivere da solo” – spiega il priore in un’intervista.

Un’istantanea dal passato: i dettagli scientifici e storici dell’opera

E’ la Cappella di San Giorgio che custodisce la vera effige di San Francesco: tutti coloro che arrivano qui e lo guardano da vicino, vedono un Francesco vivo, immortalato quasi come se gli fosse stata fatta una vecchia istantanea posta su di un muro. SEcondo le analisi ed il racconto fatto dalla storica Martina Amati a Ewtn, San Francesco arrivo in questi luoghi in visita nel 1223, accompagnando il Cardinale Ugolino d’Ostia. “[…] Durante questa visita consacra una cappellina e questo probabilmente è la ragione per la quale un anonimo monaco del monastero decise di ritrarre Francesco” – specifica la storica.

Francesco appare come un uomo dell’età di poco più di 40 anni, senza aureola, portando un abito semplice cinto da una corda e il suo volto, a guardarlo con attenzione, è quello di una persona in preghiera ma, al tempo stesso, che dà quel senso di pace interiore trovata. La storica Amati spiega anche che, in questo ritratto, Francesco ha probabilmente le sue fattezze fisiche, tipiche di quando si incontra qualcuno viso a viso. Viene indicato, semplicemente, come “frate Franciscu” e, cosa importante, non ha ancora le stimmate, che riceverà da Dio solo l’anno successivo, nel 1224.

Un’immagine dal valore storico straordinario, al di là di tutte le icone che, di solito, siamo stati abituati a vedere del Santo, ma che ci mostra Francesco nella sua vera natura di semplice frate.