Padre Perrella parla dei dubbi di Papa Francesco su Medjugorje

Padre Salvatore Maria Perrella, preside della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” di Roma, è stato scelto nel 2010 da Papa Bendetto XVI per far parte della commissione Ruini sui fatti di Medjugorje. Il prelato, in occasione delle dichiarazioni di Papa Francesco a riguardo, ha voluto spiegare il lavoro svolto dalla commissione e il motivo che ha indotto il pontefice a dichiarare di non credere ad una Madonna ‘Capoufficio Telegrafico’.

Padre Perrella comincia dunque dalle premesse da cui è partita la commissione prima di analizzare affondo il fenomeno e giungere ad una conclusione: “Abbiamo passato al vaglio tutto quello che si poteva e si doveva scandagliare secondo le indicazioni di Benedetto XVI e della Congregazione per la dottrina della fede, tenendo conto delle norme attuali sul discernimento delle presunte rivelazioni”. Tra le analisi da effettuare c’era pure lo stato psichico dei veggenti, infatti il sacerdote dice: “Le apparizioni prescindono dallo stato di grazia di chi le ha Anche Gesù non ha scelto dei santi come apostoli. Pertanto la Commissione ha analizzato la credibilità o meno dei testimoni che ricevono le visioni”.

Quindi, dopo un lungo lavoro, la commissione ha deciso di dividere in due parti il loro giudizio sul fenomeno: la prima riguarda le prime 7 apparizioni, mentre la seconda il successivo fenomeno che prosegue ancora oggi. Se per quanto riguarda l’origine, la commissione ha stabilito che: “il nucleo fondativo definiamolo così, è sembrato credibile”, rimangono molte perplessità sulla seconda fase: “L’altra parte, vale a dire il seguito delle apparizioni che ancora continuerebbero, ha lasciato perplessa la Commissione”.

Padre Perrella spiega come i soggetti che hanno beneficiato delle apparizioni (al tempo delle prime 7 apparizioni) erano in condizioni psichiche normali, che non sono stati influenzati dalle ingerenze dei frati Francescani e che non erano soggetti ad influenza maligna. Per tanto le prime apparizioni non hanno elementi che possono essere definiti insoliti. Parlando invece di quelle successive , ciò che perplime i membri della commissione è che le stesse non avvengono più in gruppo ma singolarmente e che si verifichino ad orari prestabiliti. Inoltre i messaggi condivisi sono ripetitivi. Infine, sottolinea padre Perrella, questi continuano nonostante i ragazzi inizialmente avessero detto che si sarebbero interrotti.

Il dubbio, insomma, è che dopo le prime apparizioni ci siano state delle ingerenze da parte dei frati Francescani affinché un fenomeno così popolare e lucroso (dal punto di vista della fede) continuasse. In questo senso vanno dice il sacerdote vanno interpretate le parole del Santo Padre: “ È un fatto assodato che la Vergine sia latrice di messaggi del cielo, ossia di Dio. Basta leggere il Vangelo quando lei afferma: ‘Qualsiasi cosa il Signore vi dica, fatela’. Tuttavia il Papa è scettico sul fatto che la cosiddetta ‘Madonna di Medjugorje’ mandi messaggi a getto continuo, parli troppo, si presenti a orari prestabiliti”.

Affinché, dunque, non ci sia un abuso della fede dei pellegrini, Papa Francesco ha inviato Monsignor Hoser a vagliare la situazione ed è per lo stesso motivo che la sua missione apostolica è stata prolungata a tempo indefinito.