La mia preghiera può aiutare un’anima defunta lontana dalla grazia di Dio?

Pregare per coloro che non credono o non comprendono la presenza di Dio è cosa buona e giusta per un cristiano?

C’è chi sceglie di vivere senza Dio perché, forse, non ritiene opportuna o necessaria la sua presenza nella propria vita. Ma si può, comunque pregare, nonostante tutto, per quella persona? Un sacerdote risponde.

Si può pregare per chi è lontano da Dio?

La preghiera è l’ossigeno della nostra vita. Ognuno di noi prega ogni giorno e lo fa non solo per se stesso, ma anche per i propri cari e, soprattutto, per chi non crede o è lontano da Dio.

Proprio per questo motivo, una fedele pone un quesito a Padre Angelo molto particolare: “Da un po’ di tempo ho iniziato a pregare per la conversione di una persona a me molto cara. Una bravissima persona purtroppo lontana da Cristo, fortemente atea. Recito la Via Crucis ogni giorno (seguendo le meditazioni tratte dal Diario di Santa Faustina) offrendola proprio per quell’intenzione. Desidererei sapere se sia possibile anche offrire delle Messe proprio per implorare da Dio la salvezza di quest’anima.

Ma non so fino a che punto il mio desiderio, le mie preghiere, possano oltrepassare la libera scelta di una persona di non credere in Dio. Del resto, Dio stesso ci lascia liberi di accogliere o rifiutare Cristo, rispettando, Lui per primo, la nostra scelta.

Ecco, la mia fiducia, sconfinata, nell’amore e nella misericordia di Dio, la consapevolezza, fortissima, che Lui tutto può mi spingono a continuare a pregare e supplicare perché questa persona non chiuda gli occhi senza essersi riconciliata, anche solo in punto di morte, con il Cielo. Posso far celebrare delle Messe per accompagnare le mie preghiere? Anche se rivolte a un vivo?”.

Padre Angelo e le parole di Tertulliano

La risposta del sacerdote non si fa attendere ed inizia con una citazione di Tertulliano, autore cristiano: “Se la preghiera procede dal cuore di una persona “dedicata a Dio con tutto il cuore… integra per innocenza, monda per castità, coronata dalla carità… ci impetrerà tutto da Dio. (…). L’antica preghiera liberava dal fuoco, dalle fiere e dalla fame, eppure non aveva ricevuto la forma da Cristo. Quanto è più ampio il campo d’azione dell’orazione cristiana!

La preghiera cristiana non chiamerà magari l’angelo della rugiada in mezzo al fuoco, non chiuderà le fauci ai leoni, non porterà il pranzo del contadino all’affamato, non darà il dono di immunizzarsi dal dolore, ma certo dà la virtù della sopportazione ferma e paziente a chi soffre, potenzia le capacità dell’anima con la fede nella ricompensa, mostra il valore grande del dolore accettato nel nome di Dio. (…). Solo la preghiera vince Dio.

Il suo unico compito è richiamare le anime dei defunti dallo stesso cammino della morte, sostenere i deboli, curare i malati, liberare gli indemoniati, aprire le porte del carcere, sciogliere le catene degli innocenti. Essa lava i peccati, respinge le tentazioni, spegne le persecuzioni, conforta i pusillanimi, incoraggia i generosi, guida i pellegrini, calma le tempeste, arresta i malfattori, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi, rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti”.

“Pregate anche per gli altri”

Da qui la risposta concreta: “La Sacra Scrittura dice: “Pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto potente è la preghiera fervorosa del giusto”. Proprio perché la preghiera ha una così grande efficacia siamo stimolati a pregare gli uni per gli altri, soprattutto per i più bisognosi. Tu domandi però se la preghiera fatta per una persona che ha scelto di vivere senza Dio non sia una sorta di violenza fatta alla sua libertà.

Ti rispondo con un esempio: se vedi una persona che ti è cara che si sta per buttare giù dalla finestra, tu la lasci stare per salvare la sua libertà? D’istinto ti viene da gridare e di fare di tutto per impedirle quel passo. Nessuno ha la libertà di farsi del male o di fare del male agli altri.

mani rivolte al cielo
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La libertà ci è stata data perché possiamo fare il bene con creatività e con merito. Diversamente si compiono solo disastri. Ora la preghiera viene rivolta a Dio per domandare cose buone per noi stessi e per gli altri e nello stesso tempo per liberarci dal male. Per noi cristiani una persona che vive senza Dio non sta preparando un buon futuro per se stessa. Preghiamo per lei proprio perché venga liberata da un male incombente e irreparabile” – spiega.

Il sacerdote: “Il tuo pregare può esser di sollecito a questa persona”

La preghiera sollecita la persona: “La preghiera che sgorga da un cuore come quello descritto da Tertulliano attira la grazia della conversione. Questa grazia però non costringe, ma richiama, sollecita e inclina la persona a ricevere il dono che le viene offerto. L’amica atea per la quale preghi rimane libera. Non le viene fatta alcuna violenza.

Se accetta la grazia della conversione, l’accetta solo perché la sente come un bene grande e prezioso. E verso di essa si muove liberamente e volentieri. Se poi un giorno verrà a sapere che questa grazia le è stata attirata dalle tue preghiere non saprà che cosa fare per sdebitarsi. Ti ringrazierà eternamente e ti ricompenserà perché l’hai liberata dal male più grave che le potesse capitare e le hai ottenuto quel bene che nella sua cecità era incapace di vedere e di desiderare” – continua il sacerdote.

Padre Angelo, inoltre, invoglia la fedele a continuare a pregare per questa persona così lontana da Dio: Pertanto continua a pregare per questa tua amica. Continua a fare ogni giorno la Via crucis per lei. Ti consiglio anche il Santo Rosario e la coroncina della divina misericordia. Queste tre pratiche erano particolarmente care a Papa Giovanni Paolo II. Le faceva quotidianamente.

Ma insieme con queste pratiche e al di sopra di esse fai bene a far celebrare delle Messe proprio per quest’intenzione. La Messa rende presente sull’altare il sacrificio di Cristo con tutta la sua onnipotenza salvatrice. Delle Messe ne hanno bisogno i vivi non meno che i defunti.

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uomo che prega
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La potenza della preghiera

Quest’onnipotenza salvatrice viene indirizzata come un torrente in piena verso questa tua amica con la medesima forza e dolcezza che aprì il cuore del centurione e dei soldati ai piedi della croce. Se ti è possibile, partecipa a queste Messe e durante la consacrazione raccomanda questa tua amica a Cristo che in quel momento offre se stesso e versa il suo sangue per la sua redenzione.

Il suo sacrificio ha la stessa potenza di quel terremoto che ha accompagnato la sua morte e la sua risurrezione. Il Santo Curato d’Ars a questo proposito diceva: “Quando Nostro Signore è sull’altare durante la Santa Messa, appena lo si prega per i peccatori, egli lancia verso di essi dei raggi di luce per scoprire loro le loro miserie e convertirli” – conclude.

Fonte: amicidomenicani

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ROSALIA GIGLIANO

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