Oggi 24 luglio, San Charbel Makhlouf: il taumaturgo che compie miracoli in tutto il mondo

Prodigi e preghiera all’umile eremita maronita San Charbel Makhlouf, la cui intercessione continua a donare guarigioni e speranza ai fedeli di tutto il mondo.

san charbel
lalucedimaria.it (photo: editrice shalom)

San Charbel MakhlufSan Charbel Makhluf, come ricorda il Martirologio Romano, è stato un sacerdote dell’Ordine Libanese Maronita. Dalla vita cenobitica si ritirò in un eremo alla ricerca di una più alta perfezione aiutato dalla solitudine e da uno stile austero. 

Nasce con il nome di Youssef Antoun Makhlouf nel 1828 nel villaggio di Beqaa Kafra, in Libano. È il quinto figlio di una famiglia contadina e all’età di 3 anni rimane orfano del padre. La madre  due anni doposi risposa con uomo pio e devoto,che secondo l’uso orientale viene ordinato prima diacono e poi sacerdote. Sarà un modello per il piccolo Youssef.

La vocazione e la vita nel monastero di Annaya

Già a dieci anni Youssef lavorava come pastore. Spesso si ritirava a pregare in una grotta sul monte, luogo che venne poi ribattezzato “la grotta del santo”: lì custodiva un’immagine della Vergine Maria a cui era profondamente devoto.

tomba san charbel
lalucedimaria.it (photo: osservatore romano)

La chiamata alla vita monastica arriva ben presto, ma Youssef deve attendere di compiere 23 anni prima di poter essere accolto nell’Ordine Libanese Maronita come novizio a causa dell’opposizione dello zio che gli faceva da guida.  

Cambia il suo nome in Charbel in onore di un martire antiocheno che significa “racconto di Dio” una volta arrivato nel arrivò al monastero di Nostra Signora di Mayfouq. Nel 1851 veste l’abito religioso.  

Diventa sacerdote nel 1859 e risiede nel monastero di San Marone ad Annaya per 15 anni in una comunità di 25 monaci. Si distingue per obbedienza e per la sua spiccata propensione contemplativa.  

Visitava gli ammalati e celebrava la Messa nelle località limitrofe, andava a benedire il lavoro dei contadini nei campi. Già da allora si sparge la voce di miracoli e fatti prodigiosi che riguardano la sua persona. 

LEGGI ANCHE San Charbel: fatto miracoloso che supera le leggi della natura

I prodigi, la vita eremitica e i miracoli dopo la morte

È celebre il prodigio della lanterna. Si narra che una volta un confratello per scherzo aveva riempito la lanterna con acqua invece che con olio. Charbel che non sapeva dello scherzo accende la lanterna e nonostante ci fosse solo acqua tutti si accorgono che da essa proveniva luce.   

Dal 1875 intraprese la vita eremitica. Non era una vita in completa solitudine: gli eremiti maroniti vivevano in piccolissime comunità composte da tre monaci. 

 Conducevano una vita ascetica basata su preghiera, lavoro, molti digiuni e silenzio. Charbel dormiva su un tappeto di pelle di capra e come cuscino aveva un legno avvolto da una stoffa. 

 Mangiava una volta al giorno prevalentemente zuppe di legumi e qualche crosta di pane. Il 16 dicembre 1898 mentre sta celebrando la Messa è colto da un colpo apoplettico e dopo 8 giorni di agonia muore il 24 dicembre, la Viglia di Natale.  

Da poco dopo la sua morte si verificarono fatti straordinari. La sua tomba fu circondata da una luminosità che durà per 45 giorni. Quando tempo dopo viene fatta una ricognizione del corpo lo si trova galleggiante nel fagno senza segni di deterioramento.  

Inoltre, uno strano liquido trasudava dalle sue spoglie. Numerosi si susseguono episodi prodigiosi: viene aperta la causa di canonizzazione: la beatificazione avviene nel 1965 dopo la guarigione di una suora e quella di un fabbro.  

È proclamato santo nel 1977 a seguito della guarigione miracolosa di una donna dal cancro. Il Martirologio Romano ha fissato la sua memoria liturgica per il 24 luglio, giorno della traslazione del suo corpo nella terza tomba in cui si trova tuttora, al monastero di San Marone ad Annaya.  

LEGGI ANCHE Miracolo commuove il mondo: bimbo guarisce grazie all’intercessione di San Charbel

Preghiera a San Charbel

O grande taumaturgo San Charbel,

che hai trascorso la vita in solitudine in un eremo umile e nascosto,

rinunciando al mondo e ai suoi vani piaceri,

e ora regni nella gloria dei santi,

nello splendore della Santissima Trinità, intercedi per noi.

Illuminaci mente e cuore, aumenta la nostra fede e fortifica la nostra volontà.

Accresci il nostro amore verso Dio e verso il prossimo.

Aiutaci a fare il bene e ad evitare il male.

Difendici dai nemici visibili e invisibili e soccorrici per tutta la nostra vita.

Tu che compi prodigi per chi ti invoca e ottieni la guarigione di innumerevoli mali

e la soluzione di problemi senza umana speranza, guardaci con pietà e,

se è conforme al divino volere e al nostro maggior bene,

ottienici da Dio la grazia che imploriamo…,

ma soprattutto aiutaci ad imitare la tua vita santa e virtuosa. Amen.

Pater, Ave, Gloria