Medjugorje, Gianni Romolotti: “Quel 1° Maggio vidi qualcosa di straordinario”.

Chi è Gianni Romolotti?

Un noto pubblicitario che si definiva agnostico, prima di incontrare la Regina della Pace di Medjugorje.

Gianni Romolotti
photo web source

Il suo primo viaggio, in quel luogo santo, risale al 1° Maggio del 1987. Non credeva in nulla all’epoca, era quindi ben lontano dal ricercare la Madonna o le sue apparizioni.

Lui e la moglie Marina erano giunti a Medjugorje per l’insistenza di un’amica, dal nome profetico, Grazia, nell’anno in cui i sei veggenti avevano tra i 10 e i 16 anni.
Vidi qualcosa di straordinario. Guardavo il sole a occhio nudo, cosa normalmente impossibile a farsi. Tutti gli altri, eravamo in centinaia, lo stesso. E il sole prese a roteare, danzare, pulsare, assumendo varie colorazioni, prima azzurra, poi rossa, quindi rosa, e infine precipitò verso di me, tanto da costringermi a ripararmi istintivamente il volto con le mani”.

Medjugorje: la foto rivelatrice

Come non sentirsi toccati da un’esperienza del genere? Come non esclamare di aver trovato, li, la propria casa e tutte le risposte cercate?
Il giorno dopo, pensò di fare delle foto: “Un’inquadratura né verticale, né orizzontale, mentre io ricordavo perfettamente d’aver puntato l’obiettivo perpendicolare al terreno, in direzione della canonica e della Chiesa.

Accanto alle cuspidi dei due campanili, una nuvola formava una silhouette di donna. Dal velo e dal manto si direbbe la Vergine. Ma io sono arcisicuro che quel giorno il cielo era terso, neanche una nube”.
Da quel giorno, Romolotti custodisce il negativo in cassaforte, segno e pegno della sua guarigione, del cambiamento che toccò poi l’intera esistenza. Voleva raccontare a tutti di come e del perché fosse mutata la sua vita; cominciò allora e mai ha smesso.

Negli anni 90, affittò il Palatrussardi, per un raduno spirituale: Pullman da tutta Italia, a ogni raduno 10.000 persone avide di preghiera, Rosari e litanie, dalle 9 di mattina alle 7 di sera, è un solo discorso: la meditazione di padre Slavko Barbaric, un francescano carismatico, oggi sepolto a Medjugorje, che, se non si fosse fatto frate, sarebbe finito con i miliziani a strappare i testicoli ai nemici durante la guerra in Bosnia”.
Il suo ruolo nel mondo gli sembrò chiaro: propagare quanto appreso il più possibile, condividerlo con altri che adesso lo guardavano sbalorditi, nel sentirlo parlare. Lui voleva spartire con chiunque i doni della guarigione, parlare con chiarezza, pur di scuotere le coscienze.

Medjugorje: Gianni Romolotti al Cardinale Martini

Ecco cosa disse, in un’occasione, al Cardinale Carlo Maria Martini: “Ma è possibile che i vari imam musulmani si permettano di definirci “antropofagi”, perché mangiamo il nostro Dio? Non è vero che le religioni sono tutte uguali: occorre che lo diciate e con chiarezza”.
E, nel corso degli ultimi anni, il suo vigore devozionale, la sua fedeltà a Maria non ha perso colpi.

Antonella Sanicanti

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