Il noto pubblicitario scrive a Papa Francesco una lettera su Medjugorje e la sua frase fa il giro del web

Molti sono i personaggi noti al pubblico che, platealmente o nel nascondimento, hanno aderito al progetto medjugorjano, sentendosi di rispondere alla chiamata diretta della Vergine, che compare quotidianamente in quei luoghi.

Così, trent’anni fa, il noto pubblicitario Gianni Romolotti, che si definiva addirittura agnostico, venne convertito, rapito completamente, dalla storia e dagli eventi di Medjugorje.

Oggi è nella schiera di coloro che scrivono al Santo Padre, perché, la questione sulla veridicità delle apparizioni e dei messaggi della Madonna, sia compresa e riconosciuta ufficialmente.

“Medjugorje va amata, non capita!” scrive Romolotti, “Santità, il miracolo va amato e non capito. I buoni alberi si vedono dai buoni frutti e qui ci sono milioni di conversioni.”.

Come la sua, che gli ha cambiato l’intera esistenza, e vuole che si sappia.

“I pellegrinaggi sono tutti organizzati da privati che ci mettono del loro, i primi pellegrini essendo proprio loro. Ed è giusto che la Chiesa ancora non organizzi pellegrinaggi, sino a quando la commissione Ruini non si pronuncerà.

Il ritardo è già notevole, le pecorelle aspettano istruzioni. D’altra parte, sappiamo che la Chiesa si pronuncia solo ad apparizioni terminate. Nulla vieta però che sacerdoti e laici si rechino in quel posto di paradiso per imparare di nuovo a pregare.”.

L’invito di Romolotti è più che lecito: tutti i cristiani, a partire dai consacrati, dovrebbero cercare le risposte ai loro dubbi, portandosi in prima persona nei luoghi di culto e ponendosi in preghiera, per attendere il retto discernimento.

Se tanta gente risponde alla chiamata di Maria, ci sarà certo un motivo valido, da appurare al più presto.

Ricordiamo che, per valutare la natura delle apparizioni della Vergine a Medjugorje, il Vaticano aveva inviato, sul posto, una Commissione che portava il nome del Cardinal Ruini, approvata da Benedetto XVI. Avevano raccolto testimonianze e materiale vario e soprattutto ascoltato i veggenti.

Ora è la nuova Commissione voluta da Papa Francesco, affidata all’Arcivescovo polacco Henryk Hoser, a dover definire la natura sovrannaturale o meno dei fatti.

La nuova missione spirituale dovrebbe avere temine questa estate.

Un estratto di una sua vecchia intervista:

Erano circa le 18.40, l’ora in cui a partire dal 24 giugno 1981 la Madonna sarebbe cominciata ad apparire con frequenza mensile nel villaggio della Bosnia Erzegovina a sei ragazzi che all’epoca avevano tra i 10 e i 16 anni. «Grazia Viola si dimostrò di parola. Vidi qualcosa di straordinario. Guardavo il sole a occhio nudo, cosa normalmente impossibile a farsi. Tutti gli altri, eravamo in centinaia, lo stesso. E il sole prese a roteare, danzare, pulsare, assumendo varie colorazioni, prima azzurra, poi rossa, quindi rosa, e infine precipitò verso di me, tanto da costringermi a ripararmi istintivamente il volto con le mani. In pratica la stessa cosa che fu osservata alla Cova da Iria il 13 ottobre 1917 dalle migliaia di persone radunate intorno ai tre pastorelli di Fatima, incluso Avelino de Almeida, redattore capo di O Século, un quotidiano di Lisbona, che ne scrisse in prima pagina. Fu l’unica volta in cui non mi sentii costretto dal tempo e dallo spazio. Mi dissi: Gianni, la tua casa è qui. Mia moglie balbettò: “Mi sembra l’Apocalisse”».
L’indomani, alla stessa ora, Gianni Romolotti si mise in testa di voler documentare fotograficamente lo sbalorditivo fenomeno con la sua Olympus. «Un tentativo infantile», ammette adesso, «forse dovuto a una deformazione professionale: le immagini sono state la mia vita». Ma quello che accadde in camera oscura, al ritorno in Italia, lo lasciò senza fiato: «Un’inquadratura né verticale né orizzontale, mentre io ricordavo perfettamente d’aver puntato l’obiettivo perpendicolare al terreno, in direzione della canonica e della chiesa. Accanto alle cuspidi dei due campanili, una nuvola formava una silhouette di donna. Dal velo e dal manto si direbbe la Vergine. Ma io sono arcisicuro che quel giorno il cielo era terso, neanche una nube».
Da allora Romolotti tiene il negativo della foto in cassaforte e si dichiara «un fulminato». È convinto che la Regina della Pace di Medjugorje lo abbia guarito da un melanoma