La prima casa di appuntamenti italiana con sexdolls apre a Torino

Sexdolls
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Sbarca pure in Italia l’intrattenimento sessuale fornito dalla sexdolls, la prima cada di appuntamenti con le bambole del sesso apre a Torino.

Se una decina di anni fa un mondo in cui gli uomini pagano per avere dei rendez-vous sessuali con una bambola era una distopia che metteva i brividi, al giorno d’oggi è divenuta una triste realtà. Da tempo ormai vengono commercializzate quelle che in gergo si chiamano “Sexdolls” dei robot con fattezze umane costruiti esplicitamente per il divertimento sessuale dei compratori o dei clienti di una casa di appuntamenti.

Quella che fino a pochi giorni fa era una frontiera non ancora varcata in Italia, oggi diventa una prospettiva concreta. La prima casa di appuntamenti con sexdolls aprirà a Torino ed avrà a disposizione 8 modelli, tra cui una bambola dalle fattezze di un uomo e una bambola che rappresenta una donna incinta. I proprietari dell’esercizio assicurano di voler rendere possibile ogni fantasia del cliente ed assicurano che i robot saranno puliti dopo ogni incontro, quindi per concludere e attirare i dubbiosi assicurano che è tutto perfettamente legale.

Prima casa di appuntamento con sexdolls, una sconfitta per l’umanità?

Il fatto che simili robot siano stati costruiti dimostra come le ricerche di mercato in tal senso abbiano portato a pensare che la compravendita di tale servizio sia abbastanza fruttuosa. Se da un lato questo potrebbe abbassare il numero di persone che sfrutta la prostituzione (non necessariamente poiché potrebbe soddisfare tipologie differenti di perversione), liberando in parte le donne che sono vittime di questo orrendo crimine, dall’altro palesa un lato oscuro e perverso dell’umanità che emerge con sempre più chiarezza e che, invece di essere combattuto, viene soddisfatto con la tecnologia.

Ciò che queste bambole permettono è la soddisfazione dell’istinto maschile di dominare la donna al punto da renderla oggetto del proprio soddisfacimento sessuale. Su tale punto si sono soffermate le femministe che vedono nelle sexdolls lo sfogo di un desiderio di sopraffazione, come se con questo mercato si favorisse non solo la sessualità violenta dell’uomo, ma la si accettasse. Una sala di incontri per rapporti sessuali con una bambola è una sconfitta anche per l’umanità, è la dimostrazione che nel mondo odierno il sesso è scisso dalla componente mentale e umana oltre che dalla finalità ultima, ovvero la procreazione. D’un tratto sembra come se l’essere umano, evolutosi fino a distaccarsi dal proprio lato animale, senta il bisogno di tornare alle origini e basare la sua vita sui propri istinti invece che sull’intelletto.

Luca Scapatello