SABATO DELLA XIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO
Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano». ( Mt 9,14-17 )
In tutta la storia della Chiesa la pratica del digiuno e’ stata vissuta come segno di penitenza e di condivisione. Nel cammino spirituale del credente il digiuno viene a sottolineare l’impegno ascetico di “preparare al Signore le sue vie”, e nello stesso tempo quello che si è risparmiato digiunano, viene messo a disposizione della carità per sovvenire i più poveri.* Oggi più che mai il digiuno va praticato, e non solo nel tempo quaresimale, per purificare il cuore dall’idolatria del benessere materiale e così accogliere il Signore, sommo e sostanziale Bene delle nostre anime. Un frutto prezioso del digiuno, per portare a compimento la nostra conversione.
*Buona giornata*. Vi benedico. Don Gaetano
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