La Chiesa chiude alla possibilità di ordinare come sacerdoti le donne

La Chiesa chiude alla possibilità di ordinare come sacerdoti le donneDa tempo si discute della possibilità di conferire il ministero sacerdotale anche alle donne, un’istanza che in un periodo storico come questo, in cui uomini e donne hanno finalmente gli stessi diritti, diventa ancora più pressante. Sull’argomento la Chiesa ha definitivamente risposto, chiudendo ogni possibilità alle donne di poter diventare ministri di Dio. La stessa posizione che era stata espressa nel 1994 da papa Giovanni Paolo II viene confermata oggi da Papa Francesco che sull’argomento donne prete risponde: “Sull’ordinazione di donne nella Chiesa l’ultima parola chiara è stata data da Giovanni Paolo II, e questa rimane”.

Il motivo di tale diniego non è legato ad una forma di sessismo o ad una visione antiquata della Chiesa, ma alla stessa parola del Vangelo in cui viene conferito il ministero sacerdotale solo e esclusivamente agli uomini. Pertanto la Chiesa si trova in difficoltà perché da un lato vorrebbe riconoscere tale diritto alle donne, ma dall’altro si vede costretta a negarlo per quanto scritto sul Testo Sacro, che per la Chiesa rappresenta la volontà di Dio.

Ministero Sacerdotale alle donne, la ‘Ordinatio Sacerdotalis’ di Giovanni Paolo II

Dopo 24 anni la posizione della Chiesa rimane quella espressa nella ‘Ordinatio Sacerdotalis‘ da papa Giovanni Paolo II. In questa Woytjla spiegava ai fedeli che la Chiesa e il papa di conseguenza non avevano nessun potere per assegnare alle donne l’ordinazione sacerdotale. Questo perché nello stesso Vangelo viene disposto che tale ministero dovrà essere assegnato solamente agli uomini. Sull’argomento, quindi, non ci sono margini di discussione né adesso né in futuro: se infatti alcuni negli anni hanno sostenuto che la decisione non fosse stata presa Ex Cathedra e che in futuro un pontefice avrebbe potuto cambiare la “Legge” di ordinazione sacerdotale, sia Woytjla prima che Bergoglio poi hanno spiegato che non è così. Il dubbio, quindi, non dovrebbe essere più posto, dato che la parola del papa, in quanto successore di Pietro, è per volontà divina infallibile.

Luca Scapatello