Il genere biologico non è una teoria

Il genere biologico non è una teoria
Famiglia tradizionale

Il genere biologico non è una teoria, quanto, piuttosto, un dato di fatto; non è una questione culturale, un adeguamento sociale, ma un processo naturale, che parte dal grembo materno.

Sappiamo che la dilagante cultura gender non la pensa così e tenta di inculare nelle nostre menti il pensiero che ognuno possa decidere se essere maschile io femminile.
Attenzione! Noi non ne facciamo una questione di discriminazione sessuale, ognuno può essere chi vuole essere, ma non per questo ha il diritto di dire che la sua scelta è l’unica valida, e in senso assoluto.

E’ questo che i cristiani contestano ai gender e pare che nessuno voglia comprenderlo.
Probabilmente, è un’ escamotage per avere il pretesto di chiamare omofobi coloro che non sono gender.
In questo modo, si arrogano il diritto (senza averlo, in realtà) di diffondere la loro mentalità, sin dalle scuole dell’obbligo.

Ci sono, oggi giorno, delle brochure che aiutano gli insegnanti a spiegare ai più piccoli di cosa stiamo parlando e chiedono anche l’ausilio dei genitori.
Si inizia, così, a parlare alle innocenti scolaresca, ignare delle diatribe morali degli adulti, di una componente biologica dell’identità, una percezione di genere dell’identità, una imposizione sociale dell’identità (per cui una donna impara a cucinare, un uomo a fare in modo che lo faccia!)
C’è, poi, l’orientamento sessuale, che determina l’attrazione verso un altro, o lo stesso, sesso.

Chi non accetta questi concetti -dicono le brochure- è da chiamarsi omofobo e se qualcuno chiede se esista una cura per l’omosessualità è perché vuole diffondere un pregiudizio.
“Dopo di che gli insegnanti dovranno tentare di fare immedesimare gli alunni eterosessuali con gli omosessuali e mettere gli alunni in contatto con sentimenti ed emozioni che possono provare persone gay”.

Ricordiamo che persino Sigmund Freud (non certo noto per la sua spiritualità cristiana) diceva che l’uomo e la donna interiorizzando, sin dall’infanzia, la concezione del proprio corpo sessuato.
Se ciò non avviene, quell’uomo e quella donna non accettano il proprio corpo reale e se ne immaginano uno ideale, generando, in se stessi, un disorientamento sessuale.
Quell’uomo e quella donna si ribellano alla natura, modificano, nel loro inconscio, la realtà e ciò porta solo ad aggravare il senso di angoscia della persona.

Antonella Sanicanti