Mondiali 2018, la fede di Tite sarà l’arma segreta del Brasile?

Mondiali 2018, la fede di Tite sarà l'arma segreta del Brasile?Nonostante un avvio non proprio convincente contro la Svizzera, il Brasile rimane una delle grandi favorite alla vittoria finale di questo mondiale in Russia ed uno dei motivi è la bravura dell’allenatore Tite, grande devoto a Nostra Signora dell’Aparecida. Oggi la selecao si gioca una chance importante di passare il turno con una gara d’anticipo se dovesse vincere la gara contro il Costa Rica. Se la nazionale verde-oro dovesse riuscire nell’impresa metterebbe un’ipoteca al passaggio del turno ma anche una museruola a chi sostiene che la squadra sudamericana manca di gioco, carattere e di un leader vero. L’obbiettivo, dunque, è sempre lo stesso: cancellare l’umiliante 7-1 patito nella semifinale del mondiale giocato in casa contro la Germania campione del mondo in carica.

Tite ed il santuario improvvisato nel bagno degli spogliatoi

Mondiali 2018, la fede di Tite sarà l'arma segreta del Brasile?Il Brasile è una nazione piena di contraddizioni che però vive intensamente la propria fede in Dio e la devozione nella Madonna. L’allenatore della nazionale carioca non fa eccezione e prima di ogni partita prepara un piccolo santuario davanti al quale riunisce tutti i calciatori. Devoto alla Vergine Nossa Senhora Aparecida (esattamente come Luis Nazario da Lima, alias Ronaldo) Tite prepara nei bagni dello spogliatoio un piccolo santuario per la Madonna prima di ogni partita che serve a chiedere la benedizione per l’incontro.

Il gesto rituale viene preceduto da una passeggiata mattutina durante la quale Tite visita le chiese della città in cui si trova per andare a pregare e seguito dalla divisione tra i calciatori di braccialetti e collane raffiguranti dei Santi che servono per la protezione da spiriti maligni e cattive influenze. Chissà se la protezione chiesta per i suo 23 basterà a caricare i calciatori al punto da fargli scrollare di dosso tensione e preoccupazioni che al momento gravano su di loro da quel fatidico 7-1.

Luca Scapatello