Covid, variante inglese: è un accadimento imprevisto o la norma?

Dalla Gran Bretagna sembra arrivare la “variante” del Covid-19, ma non si spiega che per un virus è normale mutare. L’allarmismo è assicurato per lungo tempo.

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I sintomi, le cure e forse anche il vaccino del nuovo virus che viene dalla Gran Bretagna sembrano essere gli stessi del Covid-19. Eppure se ne ha paura perché un nuovo virus significa nuovi lockdown. Di conseguenza, l’emergenza che prosegue, e non solo dal punto di vista sanitario ma anche sociale ed economico.

Da tempo si immaginavano anni di “pandemie”. Sarà così?

Nei mesi scorsi importanti riviste inglesi come Science preannunciavano che la pandemia sarebbe durata fino al 2025. Ora stiamo entrando nel 2021 e non solo la pandemia di Covid-19, non solo arrivano i vaccini ma non cambieranno lo stato di emergenza, ma si presentano alla porta nuove forme di contagio che sembrano amplificare l’effetto negativo dei precedenti.

La paura, che nella popolazione è già da mesi alle stelle, complice anche un’informazione decisamente nevrotica, confusa e allarmistica, aumenta quindi sempre di più di fronte a nuove minacce sconosciute. La “variante” del Sars-Cov 2 che è stata trovata in Gran Bretagna sembra avere nuove caratteristiche. Come rapidità o trasmissibilità.

Nessuno lo dice: ogni virus muta continuamente. Anche il Covid

La verità tuttavia è che ogni virus muta continuamente. Per la microbiologia le mutazioni virali non sono un’emergenza imprevista, sono la norma. Il fatto che se ne sia trovata una nuova anche in questo caso, per gli esperti, dovrebbe essere più che normale. Ma così non sembra essere.

Chi incontra questa nuova variante del Covid, infatti, presenta gli stessi identici sintomi dell’altra variante. E si previene, in teoria, anche con lo stesso identico vaccino. Ci si chiede allora quale sarà mai la differenza. Non si parla quindi di rischi sanitari di tipo diverso dai precedenti, ma si parla di frontiere chiuse, di nuovi lockdown in arrivo, del panico tra la popolazione, agli aeroporti, nei listini delle borse.

La “mutazione” del Covid e le decisioni politiche che ne sottendono

Nemmeno i tamponi e i test di laboratorio sembrano riuscire al momento a distinguere il virus precedente dalla sua nuova mutazione. Questo significa che per altri mesi saremo nuovamente chiamati a combattere contro un nemico invisibile, che non si vede di certo a occhio nudo, ma nemmeno in laboratorio. Questo nuovo nemico è, per il cittadino comune, qualcosa che rasenta l’immaginazione.

Il rischio, però, è che scenari di questo tipo, alla luce del normale comportamento di ogni virus, ovvero quello di mutare, se ne possano presentare in continuazione nei prossimi anni. Uno dopo l’altro, mese dopo mese, anno dopo anno. Sicuri che è questo che vogliamo, e soprattutto, sicuri di avere chiaro a cosa stiamo andando incontro?

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Da mesi gran parte della popolazione sta abbandonando, un po’ alla volta, le proprie occupazioni, invocando, quasi elemosinando, l’aiuto di Stati, Governi, e soprattutto dell’Unione europea. I primi si indebitano per pagare i danni delle scelte prese dai secondi, ed elargite amorevolmente dalla terza. Che però chiede, in cambio, condizioni ben precise. Le sue.

Giovanni Bernardi

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