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Coronavirus, Zangrillo: la vignetta fa discutere. Sensibilizzazione o errore?

Coronavirus, le parole del professore Zangrillo mettono il dita nella piaga. Subito è bufera nei social, ma il medico non indietreggia. Anzi rilancia.  

Il Primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale dell’Ospedale San Raffaele di Milano e la vignetta pubblicata sui suoi profili social che ha fatto discutere

Alberto Zangrillo è senza dubbio uno dei più virologi che ha fatto parlare più di sé in questi mesi di pandemia, in particolare per la sua capacità di andare contro il vociferare comune offrendo una prospettiva diversa.

Le parole di Zangrillo, medico che non nasconde le sue tesi

Molti virologi si sono infatti impegnati per spiegare cause ed effetti del coronavirus alla popolazione, molti dei quali però con la tendenza a ripetere gli stessi concetti già noti. Gran parte di questi scienziati, anche considerati molto autorevoli, hanno visto poi le proprie spiegazioni smentite dai fatti.

Zangrillo invece non ha mai inseguito il senso comune ma al contrario non si è preoccupato di offrire il suo punto di vista originale e sincero su quanto stava accadendo. Così ha deciso di pubblicare anche una vignetta che ha mandato in bufera molti utenti dei social network che evidentemente non la pensano come lui. Ma al contrario ha anche ricevuto il plauso di chi è d’accorso con le sue tesi.

La diffusione della vignetta che fa discutere

Con la diffusione della vignetta il Primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale dell’Ospedale San Raffaele di Milano intendeva fare una fotografia della situazione medico sanitaria in Italia, in cui è purtroppo vero che ancora ci sono vittime di coronavirus ma che allo stesso tempo ogni giorno nella totalità della popolazione italiana ci sono molte più vittime per altre malattie.

Di conseguenza le misure prese dalla politica e l’allarmismo dei media, è la tesi che soggiace, non sono giustificabili di fronte alle evidenze cliniche. Il medico sostiene: ci si preoccupa di quattro morti per il virus ma allo stesso tempo non si considera che ogni giorno ce ne sono 438 per tumore.

Le tesi di Zangrillo che invita a non farsi prendere dal panico

Zangrillo non ha mai negato la problematicità della pandemia, visto che si è trovato fin da subito in prima linea nei reparti ospedalieri. Ma al contrario ha sempre spiegato con chiarezza di non amare gli allarmismi, e di preferire di gran lunga la strada della prudenza nel giungere a conclusioni. Come quelle di pensare a nuove quarantene o a stati di emergenza che ad esempio metterebbero in ginocchio l’economia nazionale.

Se infatti si parla di un nuovo incremento di positivi al coronavirus, arrivati oltre i mille, s è anche specificato che gran parte di questi hanno sintomi lievi o inesistenti. E che quindi non c’è ragione per allarmarsi o per richiedere cure ospedaliere, visto che sostanzialmente queste persone sono contagiate ma non sono malate.

In Italia ogni giorno muoiono molte più persone per altri mali

Quindi, a differenza di quanto molti e in gran parte del tutto inesperti tendono ad affermare, la situazione è sotto controllo. E lo scenario che si presenta oggi non ha nulla a che fare con quello di alcuni mesi fa. Nella vignetta realizzata dal fumettista Ghisberto si vede infatti un uomo vestito di nero identificabile con la morte, e al di sotto un gregge di pecori. Il pupazzo nero spiega che ci sono state 4 persone vittima di virus, e spiega che questo è terribile.

Ma a fianco a lui c’è un altro uomo che ha abiti normali e che fa notare che sono morte anche 638 persone per malattie cardiocircolatorie e 483 per tumore. E che commenta: “Questo è davvero terribile”. Come a dire che anche in questi contesti c’è bisogno di uno sguardo più ad ampio raggio e che cerchi di contestualizzare la dura realtà dell’ospedale senza farsi prendere allo sprovvista.

Il numero di tumori e morti per malattie cardiocircolatorie dovrebbe farci sobbalzare ogni giorno sulla sedia, e farci investire in ricerca, prevenzione e sensibilizzazione su questi argomenti. A differenza di quanto, invece, succede. Forse avremmo bisogno di ricordarci di più di quante persone muoiono ogni giorno, per malattie dovute a numerose diverse case, e di come ci sia bisogno di impegnarsi per fare in modo che questo accada sempre meno.

Giovanni Bernardi

Giovanni Bernardi

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Giovanni Bernardi

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