Coronavirus, prorogata l’emergenza al 15 ottobre? Opposizione “scioccata”

Il Governo italiano va verso la proroga il termine dello stato di emergenza nazionale dovuto alla pandemia da Coronavirus al 15 ottobre 2020.

Coronavirus Conte

La notizia è ufficiale e smentisce quanto ribadito nei giorni scorsi da Conte. Si parla di “termine ultimo” per lo stato di emergenza, e allo stesso tempo il governo si impegna a definire “con norma primaria le eventuali misure di limitazione di libertà fondamentali”, ovvero con decreti legge e non con dpcm.

Coronavirus, cosa prevede il testo depositato in Senato

Ciò viene spiegato nel testo della risoluzione di maggioranza depositata in Senato, a seguito delle comunicazioni effettuare dal presidente del Consiglio Conte, in cui ha reso pubblica la decisione di prorogare lo stato emergenziale. Ora la scelta passerà al vaglio del parlamento.

Prima della data del 15 ottobre, perciò, se la proroga verrà attuata, il governo potrà continuare a emanare decisioni con lo strumento emergenziale del dpcm, che ormai tutti i cittadini italiani hanno imparato a conoscere in questo periodo di emergenza del coronavirus. Questo permette, in sostanza, al governo in carica di superare la discussione parlamentare per mettere in campo misure decise senza il parere dei parlamentari eletti alle ultime elezioni.

Coronavirus, il premier Conte sulla proroga dell’emergenza

Il governo spiega inoltre di essere impegnato “a individuare gli spazi più adatti ad accogliere le operazioni di celebrazione della tornata elettorale e referendaria dei prossimi 20-21 settembre, preferendo la scelta di non svolgere dette procedure all’interno degli edifici scolastici”. In quella data sono infatti previste le elezioni amministrative per tutte le Regioni a statuto ordinario.

Conte, nel dichiarare la sua scelta, ha attaccato, come più volte durante il periodo di emergenza dovuto alla pandemia, le opposizioni. Colpevoli, a suo dire, di avere fatto interventi con “venature polemiche e direi anche ideologiche”. Le accuse infatti hanno affermato che nella Costituzione italiana non si parli in realtà di “stato di emergenza”.

L’attacco di Conte alle opposizioni: scelta prevista dalla legge

Conte, nella replica in Aula del Senato, ha voluto rispondere sottolineando che “bisogna adottare misure nel segno della tempestività e dell’efficacia“, e che se non c’è scritto nella Costituzione “non significa che questo sia illegittimo”.

Conte Merkel Coronavirus dati decessi non tornano
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Conte al Senato ha anche aggiunto che “pur in assenza del vincolo normativo ritengo doveroso condividere con il Parlamento” la decisione della proroga dello stato di emergenza. Affermando che “la dichiarazione dello Stato di emergenza è prevista dal codice di protezione civile”, e che “la legittimità di queste previsioni è stata vagliata positivamente dalla Corte Costituzionale”.

Il governo: siamo ancora in uno stato di emergenza da coronavirus

Questo, infatti, “costituisce il presupposto per l’attivazione di una serie di poteri e facoltà necessari per affrontare con efficacia e tempestività le situazioni emergenziali”. Come ad esempio “il potere di ordinanza, che consente norme in deroga a ogni disposizione vigente, nei limiti indicati dalla dichiarazione di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e dell’Unione europea”.

Secondo il parere del premier Conte, il prolungamento dello stato di emergenza sarebbe dovuto sono quando “la situazione è riconducibile a un tollerabile grado di normalità”. Cosa che, a suo parere, al momento non è. L’emergenza Coronavirus ha “i tratti di un processo in continua e imprevedibile evoluzione che ancora oggi, seppure in misura contenuta e territorialmente circoscritta, non ha ancora esaurito i suoi effetti”, ha infatti affermato Conte.

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La leader di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni – foto web source

La reazione furiosa delle opposizioni. Giorgia Meloni: sono scioccata

Le opposizione tuttavia non ci stanno, anzi rispondono in maniera decisa e furibonda. “Sono scioccata”, ha scritto su twitter la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. “Conte sta sostenendo ora al Senato che senza lo stato di emergenza il Governo non è in grado di fare normalissimi decreti, decreti legge, ordinanze. Questa è una grossolana menzogna e una pericolosissima deriva liberticida. Dove vuole arrivare il Governo?”.

Fratelli D’Italia parla infatti di “una menzogna e una pericolosa deriva liberticida“. La giornalista del Corriere della Sera Maria Teresa Meli scrive: “La proroga dello #statodiemergenza, definitiva dal maestro Cassese come “provvedimento sia illegittimo che inopportuno”, rappresenta l’unico collante del governo eterogeneo presieduto dalla Pochette. Un sottogolpe, più che un golpe”.

In rete si scatenano i commenti critici

Ancora più caustico lo storico Marco Gervasoni: “Segnatevi i nomi di chi vota a favore e ricordateveli quando si voterà (se ci faranno ancora votare)”. Il giornalista Fabio Dragoni invece sottolinea che “l’Italia ha 40 pazienti in Terapia Intensiva causa #COVID contro i 385 della Francia. Quasi 10 volte di meno con il 10% di abitanti in meno. La Francia non è più in #statodiemergenza dal 24 luglio. L’Italia fino ad ottobre”.

Foto Claudio Furlan – LaPresse 24 Febbraio 2020 Milano (Italia)

Incalza l’ex parlamentare Daniele Capezzone: “Qui l’elenco dei paesi UE usciti dallo #statodiemergenza. Nessuno intende rientrarci. Ogni sera ci fracassano l’anima al grido “Ci vuole più Europa”, ma stavolta i giallorossi preferiscono la soluzione all’italiana con vongole e cozze. Lo stato d’emergenza senza emergenza“.

La strategia del governo? “Governare con uno stato di emergenza”

“Ho già scritto che l’incubo di uno stato di emergenza senza emergenza avrebbe terrorizzato anche i più smaliziati e lucidi pensatori della nostre società”, scrive invece il filosofo Paolo Becchi. “Ebbene questo incubo sta rischiando di divenire realtà”, prosegue lo studioso.

“La strategia del governo è quella di governare attraverso uno stato di emergenza permanente, facendo valere una logica “securitaria” tale per cui l’azione governativa sarebbe legittimata, più che a risolvere le emergenze, a impedire che si verifichino”, è la tesi del filosofo. “L’emergenza diventa permanente perché non c’è!”

Giovanni Bernardi

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