L’Arcivescovo di Napoli scrive accorata lettera ai suoi sacerdoti

Un messaggio particolare e toccante quello inviato da Mons. Battaglia ad ogni singolo sacerdote della sua Diocesi.

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L’Arcivescovo di Napoli, Monsignor Battaglia, ha scritto un’accorata lettera ai sacerdoti della sua Diocesi, dicendo ad ognuno di loro il suo “Grazie per tutto quanto sei e fai”.

Un messaggio di congedo per le ferie estive, ma anche per ripartire con nuove idee, spirituali e non, verso il nuovo anno pastorale.

L’Arcivescovo scrive ai sacerdoti

Un vescovo, da poco insediatosi, che ringrazia singolarmente ogni sacerdote della sua Diocesi, per il lavoro svolto, materiale e spirituale, fino a qui. Questo è il contenuto della lettera che l’Arcivescovo di Napoli, Monsignor Battaglia, ha indirizzato ed inviato ai sacerdoti.

Un ringraziamento per un dono particolare: “Fratello mio carissimo, ti penso e ti scrivo […] ripensando a questi primi mesi nella terra partenopea, accanto a te e a tutta la gente che il Signore ha voluto donarmi e affidarmi” – scrive.

Battaglia: “Ho ricevuto quasi tutti coloro che me l’hanno chiesto”

Monsignor Battaglia ha voluto conoscere, personalmente (sia da vicino o anche telefonicamente) ogni suo singolo sacerdote e, per quanto possibile, vivere insieme a loro le difficoltà quotidiane che, questi, ogni giorno, si trovano ad affrontare: “Mi sono recato a casa di molti che stanno vivendo situazioni di difficoltà e mi rammarico per non essere riuscito a visitarli ancora tutti, ma sarà uno dei miei Impegni […] Man mano, giorno dopo giorno, sto incontrando tutti quelli che lo stanno chiedendo; ad oggi, ho avuto modo di accogliere nella mia (e tua) casa circa duecento sacerdoti”.

“Ti vedo custodito fra le mani di Dio”

Il suo pensiero va, comunque, ad ognuno di loro, intento a guidare il suo piccolo gregge della comunità parrocchiale affidatogli: “Pensando a te, alla tua vita, provo a guardare alla forma che il Signore gli sta dando, ai lievi tocchi di dita ma anche ai colpi di scalpello. Ti vedo custodito tra le Sue mani di Padre e vedo Lui sorriderti e guardarti con amore, guardare alla tua passione per l’umano, alla cura per la gente che ti è affidata, al tuo spenderti per essere discepolo, testimone, padre e fratello.

Ma lo vedo guardare con amore anche alle ferite che ti porti dentro, alle lacrime che versi in solitudine; lo vedo guardare, con tenerezza, la gioia e la fatica nel rinnovare ogni giorno il tuo sia Lui […] Per questo ti penso mentre ti lasci plasmare, mentre collabori alla Sua opera d’artista. E nel pensarti il mio cuore è abitato dalla gratitudine per il tuo amore al Signore e a questa nostra Chiesa: grazie per tutto quanto sei e fai!” – scrive, ancora, l’Arcivescovo.

L’Arcivescovo vicino ai suoi sacerdoti

La paura, le difficoltà potrebbero scoraggiare ogni singolo sacerdote. Ma Monsignor Battaglia li incoraggia: “Sono però convinto che le asperità, le complessità e le sfide del nostro tempo e della nostra missione non devono scoraggiarci. Non devono scoraggiarci nemmeno i nostri ritardi, i fallimenti, l’incapacità di stare al passo con il palpitare di cuori che sognano piazze ripopolate di giovani, strade abitate dalla quotidianità condivisa, chiese aperte a tutti, soprattutto a coloro che si sentono lontani, coloro che hanno maggiormente bisogno del calore dell’ascolto e della benedizione.

Troppe volte ci lasciamo dominare dal tempo, dallo spazio, da mille e mille cose che non ci fanno più essere noi stessi e ci fanno perdere il senso vero delle cose […] Aiutiamoci, ti prego, in questo cammino di liberazione, di autenticità, di conversione gioiosa. Aiutiamoci a sorridere, ad incoraggiare, ad andare avanti. Aiutiamoci ad essere davvero fratelli”.

Una lettera molto particolare ed anche accorata, ma che fa sentire la vicinanza di un pastore ad ogni singolo suo sottoposto. Come un fratello maggiore con i suoi fratelli più piccoli, sempre con l’aiuto e la guida di Gesù Cristo.

Fonte: chiesadinapoli

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ROSALIA GIGLIANO

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