AMORIS LAETITIA: un capolavoro secondo il presidente della CEI

“Sì, l’esortazione apostolica di Papa Francesco è un capolavoro, un documento bellissimo, a tratti poetico, denso di significati, va letto con serenità, senza essere influenzati da interpretazioni epidermiche. Diffuse in un dibattito pubblico che sembra prediligere il sensazionalismo”.
Sono le parole del Presidente della Cei (Conferenza Episcopale Italiana), il Cardinale Gualtiero Bassetti, in merito ad documento redatto da Papa Francesco “Amoris Laetitia”.
Il testo -come si sa- ha destato non poche polemiche, soprattutto tra i prelati, che hanno spesso cercato di confutarne la valenza. Il Cardinale, invece, è al terzo incontro sugli argomenti spiegati e trattati nel documento, intitolato “Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma” ed ha ampiamente parlato dello scopo che si dovrebbe avere, cristianamente parlando, di fronte ad un problema che riguardi la coppia in crisi.

Al dibattito hanno partecipato più di 50 teologi, tra docenti di scienze umane, esperti di pastorale e rappresentanti di diverse associazioni cristiane, oltre a numerosi Vescovi e membri di uffici di pastorale familiare di vari Paesi europei.
Papa Francesco ha pensato bene di inviare loro un videomessaggio, per incoraggiarne l’iniziativa: “Il tema è di grande rilievo e può illuminare il percorso che le Chiese in Italia stanno compiendo. L’amore fra uomo e donna è evidentemente fra le esperienze umane più generative, è fermento della cultura dell’incontro. Davvero il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa. Proprio la famiglia nata dal matrimonio genera legami fecondi, antidoto all’individualismo dilagante. C’è chi parla di egolatria, sul cui altare si sacrificano anche gli affetti più cari. È questo un inquinamento che corrode gli animi, producendo false illusioni”.

Non tutti sono d’accordo, molti ritengono che proprio l’ “Amoris Laetitia” autorizzi a trasgredire le tradizioni che si basano sui dogmi di fede, ma il Cardinale Bassetti ribadisce: “La Chiesa che affronta le questioni, in questo caso la famiglia, con uno sguardo al reale, con la prospettiva di chi non giudica in base all’apparenza”, per “non scadere mai in un moralismo astratto. I coniugi non possono essere lasciati soli nel mettere in pratica il Vangelo”.
La coppia ha bisogno di essere adeguatamente guidata, consigliata, sostenuta in tutto il percorso di convivenza, perché non si perda lo scopo dell’unione tra gli sposi che Dio ha benedetto. Ovviamente, ogni direttiva deve essere incarnata nella vita reale e quotidiana, senza per questo tradire il messaggio evangelico e cristiano.

Lo conferma anche la riflessione del Santo Padre: “Nella realtà domestica si trovano nodi concreti da affrontare: l’importante è che i genitori e gli sposi non siano lasciati da soli, ma accompagnati. Siamo chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle. Nell’intimo di ciascuno c’è un luogo dove Dio si rivela, la coscienza”.
“(A Cana) Gesù compie un segno eloquente: indica in particolare la medicina della misericordia che guarisce la durezza del cuore, risanando i rapporti”.
“(Auguriamo che la chiesa) possa sostenere il cammino di tante famiglie, aiutandole a vivere la gioia del Vangelo e a essere cellule attive nella comunità”.