Alfie Evans, ultimo ricorso alla Corte Suprema: l’appello del padre

Alfie Evans, ultimo ricorso alla Corte Suprema: l'appello del padre
Alfie Evans

La sentenza con la quale il giudice dell’Alta Corte di Londra ha respinto il ricorso in appello dei coniugi Evans, sembrava aver spento ogni residua speranza per il bimbo di Liverpool, ieri però è saltato fuori che i genitori hanno tempo fino alle 16 di oggi per presentare un estremo ricorso alla Corte Suprema britannica e sperare che venga accolto. L’occasione non sarà certamente mancata da Thomas, il quale punta il tutto per tutto affinché gli venga data la possibilità di dare un’ultima chance al figlio ed ancora una volta rilascia un appello a tutti i cittadini per ottenerla.

L’ultimo appello di Thomas Evans, papà di Alfie: “Nessun medico o giudice si può sostituire a Dio”

Per nulla rassegnato a lasciar andare il suo piccolo prima di aver tentato il trasferimento in Italia, al Bambin Gesù di Roma, Thomas Evans ha scritto sul proprio profilo Twitter di essere consapevole che il destino di Alfie possa condurlo ad una morte in tempi brevi e che lo attende il paradiso: “Sono consapevole che la morte di mio figlio è una possibilità reale e forse non è molto lontana. So che il Paradiso lo sta aspettando poiché non riesco a immaginare quale tipo di peccati possa aver commesso quell’anima innocente, inchiodata al suo letto come a una croce”.

La consapevolezza che il Paradiso attende il figlio non placa la rabbia di Thomas per l’obbligo di lasciare l’Inghilterra, come dichiarato sabato scorso ai media britannici: “Alfie ci sta guidando in questo modo. Chiunque ha il diritto di vivere, e abbiamo la libertà di muoverci. Abbiamo il diritto di lasciare il paese, abbiamo il diritto di vivere. Siamo figli di Dio. È semplice, nessun medico o giudice può giocare a fare Dio”. E’ questo l’ultimo appello alla clemenza che questo giovanissimo padre (Thomas ha solo 21 anni) ha lanciato al mondo, nell’attesa di ottenere una risposta lui continuerà a cambiare i pannolini ed accudire il figlio come ha sempre fatto. A noi non resta altro che pregare per il futuro di questa famiglia come richiesto ieri da Papa Francesco.

Luca Scapatello