Alfie Evans, la sentenza: “Tenerlo in vita sarebbe inutile”

Alfie Evans, la sentenza: "Tenerlo in vita sarebbe inutile"
Alfie Evans

Esattamente come per Charlie Guard la battaglia legale dei coniugi Evans per ottenere il permesso di portare il piccolo Alfie all’ospedale Bambin Gesù di Roma è stata persa. Il giudice dell’Alta Corte Britannica, Anthony Paul Hayden, ha infatti deliberato in favore dei medici dell’ospedale di Liverpool nel quale il bambino è ricoverato ed ha sentenziato che ogni altro tentativo di curare il disturbo degenerativo del piccolo sarebbe infruttuoso, come si legge nella sentenza: “Dopo aver ascoltato le testimonianze, sono giunto alla conclusione di questo processo che il cervello del piccolo Alfie è stato corrotto dalla malattia mitocondriale al punto che tenerlo in vita sarebbe inutile”.

Gli appelli e le prove portate in tribunale non sono servite

Nel corso di questi mesi i genitori del piccolo Alfie hanno ricevuto messaggi di supporto da gran parte della popolazione britannica ed anche da parte della popolazione mondiale. Persino Papa Francesco, in risposta all’appello lanciato dal padre del bambino, aveva speso parole di speranza affinché il giudice prendesse una decisione favorevole al volere dei genitori: “Che possa essere fatto tutto il necessario per continuare ad accompagnare con compassione il piccolo Alfie Evans e che la profonda sofferenza dei suoi genitori possa essere ascoltata”, aveva scritto settimana scorsa il Santo Padre su Twitter.

Le speranze dei genitori, però, non erano solo affidate alla clemenza del giudice, bensì si fondavano su una serie di prove su possibili cure presentate in tribunale all’ultima udienza, ma anche queste, come spiegato dal legale Roger Kiska, non sono state prese in considerazione: “Avevamo anche prove legali che Alfie non era sotto la tutela dello stato perché papà Tom e mamma Kate avevano tutti i diritti dei genitori e potevano spostare il bambino e trasportarlo a Roma all’ospedale Bambino Gesù oppure all’istituto neurologico Besta o anche a Monaco, ma non sono servite a nulla. Ancora una volta lo stato ha preso il bambino come ostaggio violando i diritti della famiglia come capita sempre più spesso”. La vita di Alfie è quindi appesa ad un filo che potrebbe essere tagliato nelle prossime ore: la corte non ha diramato l’orario in cui verranno staccati i macchinari per non generare ulteriore clamore mediatico intorno alla struttura.

Luca Scapatello