Vi svelo tutti i segreti degli Angeli

DON RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare : Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

Bellissima intervista col massimo esperto esistente sugli Angeli, che ci spiega chi sono e cosa fanno.

D. Come si fa oggi a riconoscere o a percepire la presenza degli angeli e, in particolare, di quelli tra loro a noi più vicini ovvero gli angeli custodi?

R. Per rispondere occorre affermare la verità sugli angeli; in particolare ci si chiede cosa il cristianesimo pensi di loro, quale sia la concezione che la religione cristiana propone intono ad essi, e se questa concezione sia tutt’ora valida. Per rispondere a tali quesiti, legittimi in mezzo a tanta confusione, credo sia utile che il cristiano, o chiunque voglia conoscere come stiano le cose nell’ambito della fede cristiana, faccia attenzione a quanto è contenuto nella dottrina rivelata, senza andare dietro alla moda o esaltando indebitamente gli angeli o emarginandoli e rifiutandoli, senza cadere in fantasie pericolose.

D. Si manifestano in qualche modo agli uomini?

R. Il cristianesimo è giunto all’affermazione che gli angeli sono enti puramente spirituali, personali, creati da Dio, non sono immaginazioni o puri simboli, espressioni letterarie. Sono inferiori a Dio, quali sue creature, ma contemporaneamente superiori agli uomini nel loro grado di enti spirituali, mentre l’uomo, come sappiamo, è composto di spirito e di materia, di anima e di corpo. Essendo puri spiriti non si possono vedere con gli occhi fisici né si possono individuare come esseri corporei. Tuttavia si manifestano in un duplice modo: uno è quello spirituale e appaiono quali esseri luminosi e radiosi, ricchi della gloria divina. Tale visione è data in particolare ad alcune persone profondamente immerse nella luce divina, come i mistici o alcuni soggetti sensibili alle movenze spirituali, come è stato per S. Padre Pio. L’altro modo è dato dalle loro raffigurazioni umane, in quanto si rivestono di un corpo apparente solo per facilitare la loro opera di servizio presso le creature umane, ma è soltanto un aspetto momentaneo, come afferma il libro si Tobia dell’A.T. Anche i pittori e scultori li hanno rappresentati in figura umana e con le ali. Sono creazioni artistiche simboliche per poterli rendere visibili. Ma certamente non hanno le ali né il corpo umano. Le ali esprimono la loro dinamicità spirituale, il loro movimento veloce, la loro presenza ovunque e in qualsiasi momento.

D. Perché pregarli?

R. Essi svolgono un’azione preziosissima in totale relazione a Dio e agli uomini, quali autentici intermediari. In effetti non sono esseri isolati, ma essenzialmente collegati all’uno e agli altri, vivono e agiscono unicamente con l’intento di rapportarsi ai due centri, entro i quali si muovono costantemente: Dio e gli uomini. Per cui quando si parla di loro, di fatto si tiene conto dei due poli, che tra loro si attraggono e si comunicano, pur essendo l’uno infinitamente distate dagli altri: Dio in qualche modo va alla ricerca dell’uomo fino ad incarnarsi e a abitare con lui e in lui, mentre l’uomo profondamente anela a partecipare all’infinita beatitudine e gloria divine. Dunque non si può trattare degli angeli senza considerare il loro Signore e Creatore cui obbediscono, che onorano e glorificano, e dall’altra parte non si può non pensare all’uomo, che essi custodiscono e sorreggono nel cammino verso Dio. Da qui l’importanza di pregarli.

D. Se esistono gli angeli, esistono anche quelli decaduti ovvero i diavoli. In proposito, Lei anni fa ebbe a dire che il diavolo si nasconde dietro alcuni spettacoli o giochi televisivi, ne è ancora convinto? E perché?

R. Gli angeli si dividono in due grandi categorie: quelli che sono servitori di Dio, ubbidienti alla sua volontà, rimasti fedeli al suo progetto salvifico, e sono detti gli angeli buoni o semplicemente angeli; quelli invece che hanno rifiutato l’obbedienza a Dio, si sono ribellati alla sua sovranità e sono diventati cattivi o malvagi, chiamati spiriti maligni o diavoli o demoni. Questi hanno l’intento di separare o dividere l’uomo da Dio, l’uomo da se stesso, l’uomo dagli altri uomini, mettendoli in conflittualità e avversione, allontanandoli dal bene, dalla verità, dalla giustizia e farli precipitare nell’egoismo, nell’odio, nella malvagità beffarda, nell’aggressività, nelle guerre. Le azioni diaboliche assumono una variegata forma di diversità, di cui non si può fare un elenco. Tra queste forme menzognere ci può essere anche l’intrusione di esse nel mass-media, come nello spettacolo o giochi dei pacchi televisivi, di cui Lei fa cenno. L’inganno sta nella duplice illusione o menzogna: una è quella indovinare ciecamente, cioè con spirito di magia e di superstizione, senza una personale responsabilità e consapevolezza, quale pacco sia portatore di denaro, si tratta di una misera depersonalizzazione e di offuscamento mentale, dando spazio all’emotività e alla casualità. L’altro inganno sta nel fatto di poter guadagnare senza lavorare e impegnarsi, come se il denaro fosse un dato di fortuna; ciò toglie la privazione di ogni dignità e qualificazione al lavoro umano, incitando a trovare denaro in modo errato o disonesto. Ne deriva una concezione morale, sociale ed economica totalmente in balìa del caso e dell’irresponsabilità dell’incoscienza umana.

D. In un’altra occasione affermò che gli angeli custodi ci sono soprattutto nelle difficoltà: viene da ritenere, dunque, che in questo periodo abbiano un gran da fare; è d’accordo?

R. Certamente. Il loro compito è quello di soccorrere, aiutare, confortare, difendere i loro protetti umani. Ogni uomo ha accanto a sé un angelo custode quale compagno di viaggio dalla nascita fino alla vita eterna. Naturalmente essi intervengono quando c’è più bisogno sia al livello materiale che morale. L’elemento indispensabile che si richiede è quello di invocare il nostro angelo custode, e pregarlo, soprattutto essere docili alle sue movenze interiori. Per questo si può percepire l’angelo solo in un clima di silenzio, raccoglimento, sensibilità e bontà. Nel mondo in cui ci troviamo, ciò è particolarmente urgente altrimenti veniamo travolti miseramente in situazioni disastrose e angoscianti sia personalmente sia socialmente. Molta malvagità e cattiveria potrebbero essere evitate se fossimo più vicini e attenti al nostro angelo custode, se ci affidassimo a lui.

D. Gli angeli custodi sono solo personali o possono essere chiamati a tutelare, ad esempio, anche comunità più estese, come le nazioni?

R. Nella Scrittura e nella Tradizione della Chiesa e nei suoi documenti magisteriali, è affermato che gli angeli, divisi nei nove cori, hanno compiti precisi sia al livello cosmico per regolare i mutamenti e i movimenti impetuosi sulla terra sia al livello nazionale, in cui ogni paese ha un suo protettore come ha detto l’angelo a Fatima: io sono l‘angelo del Portogallo; nell’antichità Michele è il protettore del popolo ebraico. Si può dire anche che vi è l’angelo della famiglia, della scuola, delle forze militari, dell’andamento politico. Se avessimo più fede in essi, anche gli eventi sociali andrebbero nel verso più giusto, per il bene comune e non nello sfruttamento e nella corruzione e nel disordine.

D. Possono verificarsi anche apparizioni straordinarie delle anime del purgatorio?

R. Per quanto riguarda le anime purganti, bisogna affermare con chiarezza che non sono angeli, in quanto sono anime di esseri umani. Non possiamo chiamare i defunti quali nostri angeli. Tuttavia possiamo avere verso i nostri morti la comunione nella preghiera di suffragio, nelle opere caritative e nel digiuno. Per tale unione tra i viventi sulla terra e i defunti in purgatorio, come anche con i santi in cielo, si stabilisce una vera unione spirituale che viene chiamata “comunione dei santi”. I morti non vanno richiamati sulla terra ne consultati come dice la Scrittura, in quanto costituisce un peccato grave che si chiama “divinazione”. Alle volte il Signore lo permette solo per il bene delle anime come avveniva alla veggente Natuzza Evolo. Più che cercare fenomeni straordinari, occorre vivere profondamente i doni quotidiani e ordinari che Dio ci ha offerto attraverso la rivelazione divina e la sacramentalità della Chiesa.

Don Renzo Lavatori