Vaticano: il processo dell’anno che vede imputato un cardinale

Il momento è storico: un cardinale di Santa Romana Chiesa mandato a processo dalla Santa Sede. È avvenuto ieri in Vaticano e l’imputato è Giovanni Angelo Becciu. 

Il cardinale Becciu si difende dalle accuse, esprime fiducia al Papa e denuncia per calunnie Chaouqui e Perlasca.

“Fiducia nella giustizia, spero mi riconosceranno innocente”

L’ex sostituto alla Segreteria di Stato ed ex prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi è stato sotto processo per la vicenda della compravendita del palazzo di Sloane Avenue a Londra.

Dei dieci imputati, oltre a Becciu, era presente soltanto monsignor Mauro Carlino, già segretario del porporato sardo, che l’anno scorso, si è visto sospeso da parte di papa Francesco da tutte prerogative cardinalizie, a partire dalla partecipazione al prossimo conclave.

L’accusa contro il cardinale Becciu è di peculato, abuso d’ufficio e appropriazione indebita. Nel corso dell’udienza presieduta dal presidente del Tribunale dello Stato Vaticano, Giuseppe Pignatone, l’ex capodicastero si è detto “sereno” e “obbediente al Papa che mi ha rinviato a giudizio”.

Ho la fiducia che i giudici sapranno bene vedere i fatti – ha proseguito Becciu – e la mia grande speranza è certezza che riconoscano la mia innocenza”. A costituirsi parte civile sono stati la Segreteria di Stato e lo IOR. L’udienza è quindi stata aggiornata al 5 ottobre.

Due controdenunce di peso

Il Cardinale Becciu, dopo la odierna udienza, rinnova la propria fiducia nei confronti del Tribunale, Giudice terzo dei fatti ipotizzati soltanto dal Promotore di Giustizia, finora senza alcun confronto con le difese e nell’ottica di presunzione di innocenza”, ha dichiarato in una nota, l’avvocato Fabio Viglione, legale del porporato.

Becciu attende ora “con serenità il prosieguo del processo e la dimostrazione delle numerose prove e testimoni indicati che dimostreranno la Sua innocenza rispetto ad ogni accusa”, prosegue il comunicato.

L’ex sostituto alla Segreteria di Stato ha anche “dato mandato di denunciare per calunnia Mons. Alberto Perlasca e la signora Francesca Immacolata Chaouqui, per le gravissime e completamente false dichiarazioni rilasciate nel corso delle indagini al Promotore di Giustizia, di cui ha potuto prendere cognizione soltanto da pochi giorni”.

Tra gli imputati assenti, Cecilia Marogna, una delle figure chiave dell’intera vicenda: per lei l’avvocato Fiorino Ruggio ha formulato una richiesta di rinvio e di stralcio, disponendone l’ascolto, in relazione a una richiesta alla Segreteria di Stato, alla NATO e all’Italia affinché sia liberata dal segreto.

 

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