Vangelo del 2 marzo 2026: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso»

Meditiamo il Vangelo del 2 marzo 2026, iniziando la giornata con una profonda riflessione sulla Parola del Signore che ci viene offerta da don Luigi Maria Epicoco.

Vangelo 2 marzo 2026
Vangelo 2 marzo 2026-lalucedimaria.it

Nel Vangelo odierno, Gesù ricorda ancora una volta l’importanza di amare, perdonare, non giudicare gli altri, poiché non sappiamo cosa si nasconda realmente dietro certi gesti. È quel dare senza fare calcoli che ci svela la logica sovrabbondante del Padre Celeste.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,36-38

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.

Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Commento al Vangelo di oggi di don Luigi Maria Epicoco

“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso”.

Potrebbe suonare come presuntuosa la richiesta di essere come il Padre. Chi di noi può avere la pretesa di comportarsi come Dio. Eppure la santità consiste esattamente nel pensare e agire come Dio pensa e agisce. Ma questo senza andare alla ricerca di sensi sensazionali.

Don Luigi Maria Epicoco
Don Luigi Maria Epicoco -lalucedimaria.it

Il miracolo a cui siamo chiamati è quello di diventare uguali a Dio nella misericordia, nella rinuncia a giudicare, a condannare, nella capacità di perdonare:“Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati”.

Ma forse la cosa che più ci fa essere come Dio è il capovolgimento di quella che è l’indole predatoria che ognuno di noi si porta dentro. Infatti ci è naturale pensare che è nel verbo “prendere” la radice della felicità. Il Vangelo invece ci insegna il contrario, e cioè che ogni uomo si realizza pienamente nella sua umanità solo quando è disposto a “donare” e non a “prendere”:

“Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”.

Ma la saggezza di fondo di una simile richiesta si poggia su un assunto universale, valido per ogni uomo: ti sarà fatto esattamente come tu farai al tuo prossimo. Solo quando le conseguenze delle nostre scelte le misuriamo su noi stessi ci accorgiamo di quanto siano buone o cattive.
Finché facciamo agli altri delle cose che non conosciamo sulla nostra pelle, allora rischiamo di desiderare per noi misericordia e tenerezza e riservare agli altri giudizio e durezza.

In questo modo Gesù, nel Vangelo di oggi, sembra ricordarci che ancora una volta non possiamo separare i tre amori con cui siamo chiamati a vivere la nostra vita: l’amore a Dio, l’amore al prossimo e l’amore a noi stessi. Non puoi desiderare di essere amato da Dio se non ami il tuo prossimo, ma puoi amare il tuo prossimo solo se lo ami come te stesso, e quindi in fondo solo se ti ami davvero puoi amare entrambi.

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