Udienza generale: il Papa tuona contro chi preferisce cani e gatti

Ritorna nuovamente al centro della riflessione di Francesco che evidenzia un certo egoismo diffuso in una società di “orfani”, e quanto sia utile riscoprire la storia sacra, che ribalta completamente la prospettiva.

Padre putativo” e non “padre biologico”. Il Vangelo è molto chiaro su questo, quando evita la formula “generò”, usata nella genealogia per tutti gli antenati di Gesù.

Cosa vuol dire “padre putativo”?

L’evangelista Matteo definisce San Giuseppe «sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù detto il Cristo» (1,16), mentre Luca afferma che Giuseppe era padre di Gesù «come si riteneva» (3,23).

Proseguendo, durante la prima udienza generale del 2022, il suo ciclo di catechesi su San Giuseppe, papa Francesco ha offerto uno spunto che fa luce sulla questione della “paternità putativa o legale” dello sposo di Maria.

Anticamente in Oriente – ha ricordato – era molto frequente, più di quanto non sia ai nostri giorni, l’istituto dell’adozione”. Il Deuteronomio, ad esempio, prevedeva l’istituto del “levirato”, per cui se un uomo sposato moriva senza lasciare figli, la moglie di quest’ultimo andava in sposa al fratello di lui, affinché il «nome di questi non si estingua in Israele» (Dt 25,5-6).

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Secondo questa consuetudine, il secondo marito della donna era il padre biologico ma il padre legale era il defunto, al quale era così assicurata la discendenza e la conservazione del patrimonio.

Le coppie che preferiscono i cani ai figli…

In quanto “padre ufficiale” di Gesù, Giuseppe esercita il diritto di imporre il nome al figlio, “riconoscendolo giuridicamente”. A quel tempo, “il nome era il compendio dell’identità di una persona”.

Quindi, “cambiare il nome significava cambiare sé stessi”, come avviene per Abramo, al quale Dio cambia nome in “Abraham”, che vuol dire “padre di molti” (Gen 17,5).

Anche a Giacobbe, Dio cambia il nome in “Israele”, che vuol dire “colui che lotta con Dio”, perché “ha lottato con Dio per obbligarlo a dargli la benedizione (cfr Gen 32,29; 35,10)”.

Da parte sua, Giuseppe sa già che il nome di suo figlio è stato “preparato da Dio”, suo “vero Padre. Gesù significa “il Signore salva” e questo aspetto, ha osservato il Pontefice, “ci permette oggi di fare una riflessione sulla paternità e sulla maternità”. La figura di San Giuseppe, ha aggiunto, fa luce sulla nostra condizione di “civiltà orfana”, privata della figura del padre.

Padri non lo si nasce ma lo si “diventa”, quando “si assume la responsabilità della vita di un altro”, ha detto il Papa citando la sua lettera apostolica Patris corde.

Il legame di paternità, quindi, si può esprimere anche con l’“adozione”, descritta da Francesco come una “tra le forme più alte di amore e di paternità e maternità. Nel mondo, vi sono migliaia di bambini che aspettano soltanto che “qualcuno si prenda cura di loro”.

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Nel mondo dell’“orfanità”, oggi dominante, sussiste “un certo egoismo”, per cui molte coppie “non vogliono avere figli”, loro stesse si circondano di “cani e gatti.

Questo rinnegare la paternità e la maternità ci diminuisce e ci toglie umanità”. Quando una civiltà invecchia, “anche la patria soffre, perché non ha figli”.

A chi non riesce ad avere figli, il Santo Padre ha esortato: “Pensate all’adozione: è un rischio ma… è più rischioso non averne. A un uomo e a una donna che non sviluppano il senso della paternità e della maternità, manca qualcosa di principale”.

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Appello alle istituzioni

Il Pontefice ha quindi auspicato che “le istituzioni siano sempre pronte ad aiutare in questo senso, vigilando con serietà ma anche semplificando l’iter necessario perché possa realizzarsi il sogno di tanti piccoli che hanno bisogno di una famiglia, e di tanti sposi che desiderano donarsi nell’amore”.

La preghiera del Papa è stata rivolta affinché “nessuno si senta privo di un legame di amore paterno”. Da qui, la richiesta di intercessione a San Giuseppe affinché eserciti “la sua protezione e il suo aiuto sugli orfani; e interceda per le coppie che desiderano avere un figlio”.

Anche questa udienza generale, si è conclusa con una preghiera: “San Giuseppe, tu che hai amato Gesù con amore di padre, sii vicino a tanti bambini che non hanno famiglia e desiderano un papà e una mamma. Sostieni i coniugi che non riescono ad avere figli, aiutali a scoprire, attraverso questa sofferenza, un progetto più grande. Fa’ che a nessuno manchi una casa, un legame, una persona che si prenda cura di lui o di lei; e guarisci l’egoismo di chi si chiude alla vita, perché spalanchi il cuore all’amore. Amen”.

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