Stati Uniti contro l’Onu: “Non esiste il diritto all’aborto”

Gli Stati Uniti rispondono alle pressioni dell’Onu sul dare garanzia alle donne anche in periodo di pandemia. Negando l’esistenza di una legge sul diritto all’aborto.

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Le Nazioni Unite avevano invitato gli Usa a garantire le interruzioni di gravidanza dopo diverse segnalazioni giunte dall’Oms.

Nazioni Unite invitano gli Usa a garantire il diritto all’aborto

Nelle scorse settimane all’Organizzazione Mondiale della Sanità sono giunte diverse lamentele per quanto riguarda la gestione dei casi di interruzione di gravidanza. Durante il periodo più acuto della pandemia, quando alcuni reparti ospedalieri sono stati convertiti per gestire l’emergenza sanitaria. Alcune donne che richiedevano assistenza sono state costrette a fare spola tra un ospedale ed un altro. Tra i tre Paesi in cui questo fenomeno si è verificato ci sono anche gli Stati Uniti, Nazione in cui la questione aborto è ampiamente dibattuta e controversa.

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In seguito alle segnalazioni, dunque, le Nazioni Unite hanno invitato i Paesi in questione a garantire il diritti primari, tra cui quello alla procreazione. L’ingerenza non è andata a genio all’ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite Andrew Bremberg. Questo ha risposto infatti con una dura lettera indirizzata a vari uffici dell’Onu.

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“Non esiste nessun diritto”

La lettera di Bremberg si apre con  una contestualizzazione: “Abbiamo ricevuto la vostra bizzarra e inspiegabile lettera del 22 maggio 2020; riguardante presunte indebite ‘restrizioni prese nel contesto della pandemia COVID-19 che impediscono l’accesso ai servizi di aborto’ negli Stati Uniti“. Successivamente l’ambasciatore ricorda loro che non “esiste alcuna legge internazionale sul diritto all’aborto”.

Brember chiarisce che gli Stati Uniti rifiutano di aderire a questa forzatura. Ritiene inoltre che si tratti di una perversione dei principi costitutivi delle Nazioni Unite. Infine ricorda a tutti come il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterrez abbia chiarito, in una lettera dello scorso 1 giugno, che le Nazioni Unite non intervengono in questioni di competenza interna.

Luca Scapatello

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