Scioccante decisione dell’OMS | Aborto possibile sino alla nascita

L’aberrante richiesta  da parte dell’Oms che mette a rischio il nascituro addirittura in ogni momento della gravidanza fa rabbrividire.

In modo particolare coloro che si sono subito messi sulle barricate di fronte a un dramma che sembra volersi diffondere sempre di più. Sono tuttavia i soliti noti che vorrebbero implementare la terrificante pratica dell’aborto senza limiti, servendosi di organizzazioni internazionali che dovrebbero essere invece scevre da ogni ideologia.

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Le nuove linee guida pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità affermano infatti che, a loro giudizio, le leggi che impediscono l’aborto rischiano di violare “i diritti delle donne, ragazze e altre persone in gravidanza”. A parte l’ideologia evidente da parte di un’istituzione che dovrebbe essere super-partes, nel parlare di “altre persone in gravidanza”, l’Oms si spinge avanti e non parla di aborto in certi casi, ma in tutti, ovvero in qualsiasi momento. Anche il giorno prima del parto insomma. 

Il terribile documento senza limiti dell’Oms

Le nuove linee guida pubblicate dall’organizzazione dell’Onu con sede a Ginevra sono tristemente condizionata e controllare dai finanziamenti delle multinazionali del farmaco o di quelle organizzazioni “filantropiche” controllate dai soliti magnati internazionali. Il solo titolo spiega tutto l’orrore: “Abortion care guideline”. Si parla cioè dell’aborto come di una “cura” per la donna, che forse a loro avviso andrebbe curata dalla “maternità”. 

Non solo. Nel documento, oltre a parlare di consentire l’aborto in ogni circostanza, si invita a permettere alle donne di non aver bisogno dell’approvazione di un medico o di un’infermiera per abortire, di arrivare a mettere in atto schemi di “pillole per posta” per fare in modo che le donne possano ricevere farmaci abortivi con una semplice telefonata, o infine di ridurre il più possibile il diritto dei medici di fare obiezione di coscienza. 

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“Raccomandiamo che le donne e le ragazze possano accedere ai servizi di aborto e di pianificazione familiare quando ne hanno bisogno”, ha dichiarato Craig Lissner, funzionario dell’Oms, invitando a “rimuovere le restrizioni mediche non necessarie”, citando “criminalizzazione, tempi di attesa obbligatori, imposizione del consenso di altre persone – coniugi o familiari – o di istituzioni, divieto d’aborto oltre un certo stadio della gravidanza”.

Le prime voci che salgono sulle barricate

Nelle 210 pagine del documento non si menzionano mai però i diritti del nascituro, e non ci si pone una minima domanda se sia moralmente lecito abortire un feto che dopo 22 settimane ha buone possibilità di sopravvivere se nato prematuro. Per fortuna, anche oltreoceano si sono levate voci di profondo dissenso di fronte allo scempio diffuso dall’organizzazione internazionale.

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Tra queste ci sono quella di Elyssa Koren, direttrice dell’Adf International presso l’Onu, che ha denunciato il fatto che “l’Organizzazione mondiale della sanità sta cercando di far leva sulla sua enorme influenza e sul suo potere di bilancio per intaccare le disposizioni internazionali e stabilire un nuovo regime giuridico che approvi i ‘diritti’ all’aborto senza limiti e senza diritto all’obiezione di coscienza”.

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Oppure quella della conservatrice britannica Fiona Bruce, co-presidente del Gruppo parlamentare per la vita, che ha definito il documento non solo “completamente inaccettabile” ma anche “veramente scioccante”, specialmente nell’idea di invitare a legalizzare l’aborto fino alla nascita. “Un essere umano vitale potrebbe avere la fine della propria vita fino al momento della nascita”, ha tuonato la parlamentare britannica. “Eppure un giorno, un’ora, anche pochi istanti dopo, un’azione simile contro un bambino potrebbe costituire un omicidio”.
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