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Santuari e Pellegrinaggi

Santuario Madonna della Vita a Bologna: le sculture e il museo della sanità

Nel Santuario della Madonna della Vita a Bologna si celebra ogni anno il ritrovamento dell’immagine miracolosa di Maria con in braccio Gesù Bambino. 

Il Santuario di Santa Maria della Vita, nel centro storico di Bologna – photo web source

Il santuario si trova nel centro storico di Bologna, a pochi passi da piazza Maggiore, in via Clavature 10. La Chiesa sorge quindi nel cuore pulsante del centro storico di Bologna, nel cosiddetto Quadrilatero. Al suo interno la chiesa ospita il famoso e bellissimo “Compianto sul Cristo Morto” dello scultore Niccolò dell’Arca.

L’opera risalente alla seconda metà del Quattrocento

L’opera risale alla seconda metà del Quattrocento. Il poeta Gabriele D’Annunzio la definì un “urlo di pietra”. All’interno del complesso si ospita tuttavia anche il Museo della Sanità e dell’Assistenza. In questo museo si illustra la storia della sanità a Bologna attraverso strumenti sanitari e materiali scientifici.

Assieme anche a dipinti risalenti al diciassettesimo e diciottesimo secolo, e a arredi e paramenti sacri. Con una collezione di ben 150 albarelli provenienti dalla vecchia farmacia dell’ospedale. Il tutto coronato dal famoso “gioiello” del Re Sole, in cui viene ritratto dall’artista Jean Petitot su di una miniatura tempestata di diamanti.

Il gruppo fittile del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca, nel Santuario di Santa Maria della Vita, nel centro storico di Bologna – photo web source

L’antica fondazione della chiesa della Madonna della Vita

L’interno della chiesa è di antica fondazione. Giovanni Battista Bergonzoni lo ricostruì nel 1687-1690, impostando così la pianta centrale ellittica. Giuseppe Tubertini, su probabile progetto del Terribilia, un secolo dopo dotò la chiesa di una cupola, nel 1787. Nel 1905 vennero invece fatti i lavori per la facciata.

Il gruppo fittile del “Compianto sul Cristo morto” di Niccolò dell’Arca, conservato all’interno della chiesa, rappresenta senza dubbio un capolavoro della scultura quattrocentesca. La sua forza espressiva, drammatica, è di ineguagliata bellezza. Nell’opera sono comprese sei figure a grandezza naturale, che contornano il Cristo giacente.

L’interno della Chiesa con la scultura decantata dal D’Annunzio

Risalente al 1463, l’opera è attualmente collocata nella cappella a destra dell’altare maggiore. Nella cupola sono poi presenti quattro opere di fondamentale importanza, opera dello scultore forlivese Luigi Acquisti. Queste sono “Le quattro Sibille“: Cumana, Frisia, Eritrea e Persica.

L’immagine miracolosa della Madonna della Vita, nell’omonimo santuario bolognese – photo web source

A fianco dell’altare è posizionato il bellissimo organo costruito da Giuseppe Guermandi nel 1867. Al piano superiore dell’annesso oratorio, detto “dei battuti”, si trova la Madonna Madonna col Bambino e santi del Nosadella risalenti al 1550, sopra il bellissimo altare barocco. Nel lato opposto, il Transito della Madonna, con quattordici statue in terracotta di Alfonso Lombardi che illustrano un brano, di certo non consueto, tratto dai vangeli apocrifi.

La presenza del Beato Raniero e il movimento dei disciplinati

Nelle pareti laterali ci sono infine, posizionate nelle nicchie, alcune sculture di Alessandro Algardi, con San Procolo e San Petronio, e di Giulio Cesare Conventi, con San Francesco e San Domenico. Queste si alternano a tele di vari autori, tra cui il Beato Raniero che visita in processione il corpo di San Geminiano Vescovo di Modena, di Antonio Randa.

Il beato Raniero Fasani fu un laico che iniziò il movimento dei Disciplinati, anche detti Battuti o Flagellanti, a Perugia nel 1260. Il movimento si diffuse velocemente da una città all’altra, e il 10 ottobre entrò a Bologna con un corteo partito da Imola. Dopo pochi giorni i bolognesi lo portarono nel duomo di Modena. Nel quattordicesimo secolo la confraternita bolognese stabilì con documenti la presenza storica del beato in terra bolognese.

La compagnia si volse all’assistenza degli infermi. Tanto che la Madonna della Vita divenne la Patrona degli ospedali bolognesi, oltre che della diocesi, e annesso all’oratorio e alla chiesa, ancora oggi, si trova un piccolo museo dedicato alla Sanità bolognese.

Giovanni Bernardi

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Giovanni Bernardi

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