Santuario Madonna del Soccorso: l’antico eremo dove il bimbo fu salvato dal maligno

Il Santuario della Madonna del Soccorso sorse in seguito al miracolo che vide l’intervento della Vergine in difesa di un piccolo in grande pericolo. 

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Il santuario sorge a due chilometri dalla cittadina di Minucciano ed è posto su di un valico che in passato rappresentava un passaggio obbligato per quanti intendevano raggiungere Pieve San Lorenzo e la Lunigiana dalla zona della Garfagnana.

Il santuario collegato all’antico Eremo

Il santuario si trova vicino all’antico Eremo della Beata Vergine del Soccorso in Minucciano, ancora oggi abitato da una piccola comunità di eremiti agostiniani. Si tratta di uno dei sedici eremi he esistevano nella Garfagnana, e nacque come ospizio per i viandanti che erano costretti a fermarsi in questa area, prima della costruzione della strada carrozzabile.

Il vescovo della diocesi a cui apparteneva territorialmente Minucciano, vale a dire Luni, nell’anno 1550 approvò anche la prima confraternita laicale dedicata alla Madonna del Soccorso. Questi scelsero per una prima volta la persona adatta a custodire questo luogo, in qualità di eremita. Da allora ad oggi sono vissuti nell’Eremo del Soccorso dodici eremiti.

La missione degli eremiti che vivono una vita di preghiera

L’eremita della Madonna del Soccorso ha la missione di custodire il santuario e di accogliere i devoti che vengono a venerare l’immagine della Madonna contenuta all’interno della struttura. L’eremita vive appartato conducendo una vita di intensa preghiera e guadagnandosi da vivere col proprio lavoro e con le offerte dei fedeli. Oggi sono in tre a viverci, di cui uno è sacerdote. Tutti gli altri hanno trovato sepoltura in questo luogo, eccetto l’ultimo.

Il santuario invece nacque alla fine del quattrocento come un piccolo oratorio, fin da subito dedicato alla Madonna del Soccorso. Questa è rappresentata mentre difende un bimbo che stava per essere rapito dal demonio, impugnando un bastone e con il volto sereno. Si tratta della scena del miracolo che diede origine a questo santuario.

L’interno del santuario e la venerata immagine

Si accede alla chiesa e al romitorio passando per un loggiato posizionato a fianco di un piccolo giardino con al centro una fontana. Il santuario è inoltre anche circondato da un parco al cui interno si trova annesso un sito archeologico con statue stele, vale a dire dei reperti archeologici ritrovati in loco. Il parco delle Statue Steli ospita così le copie degli esemplari di questi misteriosi menhir, prodotti dei Liguri Apuani. Questi sono stati rinvenuti durante la costruzione della strada sottostante.

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La chiesa presenta uno stile barocco molto semplice, mentre la struttura interna è a croce latina, impreziosita da molti particolari come ad esempio l’altare centrale, le due cappelle laterali e un matroneo. Il settecentesco altare maggiore in marmo rappresenta poi un elemento di grande valore, con al di sopra la tavola cinquecentesca che raffigura la “Vergine del Soccorso con San Michele Arcangelo e San Rocco”. Le due cappelle laterali, invece, con altari di marmo di Carrara, nella parte superiore di legno scolpito e dorato, risalgono al 1500.

Poco distante invece dall’eremo, a circa cento metri, si trova un edificio di quattro stanze, sede della confraternita della Beata Vergine del Soccorso, che svolge anche la funzione di accogliente dimora per ospiti o piccoli gruppi intenzionati a passare in questo splendido luogo alcuni periodi di ritiro spirituale.

Giovanni Bernardi

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