Il Santuario Madonna della Bossola di Garlasco, provincia di Pavia, sorge con le apparizioni miracolose che guarirono una giovane resa muta da un eccidio.
Si tratta di un santuario decisamente imponente per la sua grande mole. La devozione alla Madonna delle popolazioni della Lomellina, che si esprime nel santuario che sorge a circa un chilometro da Garlasco, crebbe infatti anno dopo anno in seguito agli eventi miracolosi che portarono alla guarigione della giovane.
Il luogo, anticamente, era ricoperto da cespugli di biancospino, chiamato in dialetto bosso, o bossi. Da qui deriva il nome di “Madonna della Bossola“. In quel bosco sorgeva una piccola cappellina, con sopra dipinta l’immagine della Madonna seduta su di una cattedra.
Maria tiene in braccio Gesù Bambino, che sta ritto sulle ginocchia. Nella mano destra, invece, impugna un libro. Pochi mesi dopo il prodigio avvenuto alla giovane, cominciò la primitiva costruzione dell’attuale santuario.
Questa corrisponde infatti ancora oggi all’attuale presbiterio e allo spazio sottostante la cupola dell’odierno Santuario. L’altare maggiore, invece, venne ricavato utilizzando l’antica cappelletta, conservando intatto l’affresco raffigurante la Vergine.
Le ulteriori numerose trasformazioni portarono invece all’attuale santuario. Nel corso degli anni l’interno venne costantemente abbellito. Come ad esempio per la decorazione delle ampie volte, ricca di colori, di stucchi e di ori.
Questa dona ancora oggi una grande fastosità alle linee architettoniche dell’edificio. Nella navata di sinistra e di destra si trovano sono due pregevoli gruppi di statue, risalenti al 1700. A sinistra, invece, attorno al Cristo morto alcune figure di Apostoli e di donne piangono insieme all’Addolorata.
A destra invece si trova invece un Presepio, con le figure di Gesù Bambino, di Maria e di Giuseppe. I numerosissimi ex-voto, infine, testimoniano le numerose grazie della Vergine a favori dei tanti devoti passati in questo Santuario, che hanno lasciato così impresso un segno tangibile della loro riconoscenza a Maria.
Giovanni Bernardi
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