Santa Teresa Eustochio Verzeri è la fondatrice dell’Istituto delle Figlie del Sacratissimo Cuore di Gesù: si dedicò all’educazione delle orfane e sono migliaia le lettere che scrisse.

Il 3 marzo la Chiesa ricoda santa Teresa Eustochio Verzeri, suora bresciana dell’Ottocento che fondò l’ Istituto delle Figlie del Sacratissimo Cuore di Gesù con la missione di occuparsi dell’educazione delle ragazze orfane e povere.
È a Bergamo che nasce, il 31 luglio 1801, primogenita dei sette figli di Antonio Verzeri e della contessa Elena Pedrocca-Grumelli. Cresce educata cristianamente dalla madre, che era molto devota. Poi, ha come direttore spirituale il Canonico Giuseppe Benaglio, Vicario Generale della Diocesi di Bergamo.
Santo di oggi 3 marzo: Santa Teresa Eustochio Verzeri, religiosa e fondatrice di un Istituto per l’educazione delle orfane
La sua scelta vocazionale è presa dopo un lungo e attento discernimento. Santa Teresa Eustochio Verzeri vive un costante e acceso combattimento spirituale. Con l’illuminazione della fede si accorge della propria fragilità e ne sperimenta il peso.
Cerca di combattere le forme idolatriche dietro cui si nascondono mezogne, egoismo, paure, fino a quando si abbandona completamente al Signore. Con un cammino di purificazione e spoliazione di sé arriva a volere e cercare “Dio solo“.
Vive nella prima metà dell’800, in un periodo storico che è segnato da grandi trasformazioni in Italia e nella società bergamasca. È in questo contesto, segnato da cambiamenti politici, rivoluzioni, persecuzioni che non risparmiano la Chiesa, attaccata dal Giansenismo e dalla crisi dei valori, frutto della Rivoluzione Francese, che si sviluppa la sua spiritualità.
La notte della fede
Sperimenta la particolare esperienza mistica dell’assenza di Dio, la cosiddetta “notte della fede” comune a molti santi. Ha un senso inquietante della lontananza da Dio. È una prova che affronta comunque con la confidenza e l’abbandono a Dio.
Matura la vocazione alla vita religiosa ed entra nel Monastero Benedettino di Santa Grata. Ma non è il posto per lei. Vi esce e successivamente, nel 1831, fonda a Bergamo, insieme al Canonico Giuseppe Benaglio, la Congregazione delle Figlie del Sacro Cuoredi Gesù.
Promuove la devozione al Sacro Cuore proprio in un periodo in cui questa trova resistenze. Coglie i bisogni del suo tempo e cerca di mettersi al servizio. Vede come ci sia la necessità di occuparsi dell’educazione delle ragazze in difficoltà perché povere o orfane e decide di dedicarsi a questo.
Le migliaia di lettere
Teresa si mostra eroica nell’abbandono alla volontà di Dio che la sostiene in tutte le circostanze della vita soprattutto nelle numerose difficoltà che incontra nella sua attività.
Scrive le Costituzioni relative al suo Istituto religioso, e il Libro dei Doveri . Ma non solo: di lei rimane un numero particolarmente elevato di lettere scritte. Se ne contano oltre 3500. Da esse si può comprendere e attingere tutta la ricchezza della sua esperienza spirituale e umana.
Al centro c’è sempre il Cuore di Gesù che la porta a a farsi “tutta a tutti” in un’intima relazione con il Padre che si esplica nell’attenzione e nella nella sollecitudine amorosa verso ogni essere umano.
Nel Libro dei Doveri scrive: “Le Figlie del Sacro Cuore di Gesù, come quelle che attingono la loro carità alla sorgente stessa dell’amore, cioè dal Cuore di Gesù Cristo, devono ardere verso i loro prossimi della carità medesima di quel Cuore divino. Carità purissima che non ha vista se non alla gloria di Dio e al bene delle anime; carità universale che non eccettua persona, ma tutti abbraccia; carità generosa che non si perde per patimento, non si sgomenta per contraddizione, ma anzi, nel patimento e nell’opposizione cresce in vigore e vince col pazientare“.
Santa Teresa Eustochio Verzeri muore a Brescia il 3 marzo 1852. Viene canonizzata nel 2001 e nelle diocesi di Bergamo e di Brescia la sua memoria si celebra il 27 ottobre.







