Santa Benedetta Cambiagio Frassinello, di comune accordo con il marito, ad un certo punto della sua vita scelse la totale consacrazione a Dio facendosi suora.

Oggi 21 marzo ricorre la memoria liturgica di santa Benedetta Cambiagio Frassinello che fu sposa, ma anche religiosa e fondatrice di una congregazione. Nasce a Langasco in provincia di Genova il 2 ottobre 1791 in una famiglia cristiana.
La sua chiamata alla vita religiosa arriva nella giovinezza. A 20 anni vorrebbe consacrarsi interamente a Dio, ma nonostante questo desiderio profondo, sceglie la via del matrimonio. Nel 1816 si sposa con Giovanni Battista Frassinello e si trasferisce a vivere a Vigevano.
Santo di oggi 21 marzo: Santa Benedetta Cambiagio Frassinello, prima sposa, poi suora e fondatrice di un istituto religioso
Come si evince dalle fonti e come riporta il sito del Vaticano sulla biografia di questa Santa, “vive nel matrimonio due anni, dopo i quali ha la gioia di realizzare, in questo stato, l’aspetto profondo e e sublime della verginità spirituale“.
Viene sottolineato che questo avviene “in pieno accordo con lo sposo, che attratto dalla santità di Benedetta ne abbraccia l’ideale, le vive accanto come sorella“. Entrambi si prendono cura della sorella Maria malata di cancro e la curano portandola nella loro casa.
Alla morte di questa Benedetta entra nelle Orsoline di Capriolo e Giovanni Battista nella comunità dei Somaschi. Si potrebbe pensare ad una svalutazione del sacramento del matrimonio, ma in realtà non è così. Si tratta di un caso estremamente particolare e molto probabilmente di una nullità matrimoniale di fatto, se il matrimonio non è mai stato consumato, cosa che ha portato a consentire ai due di separarsi e seguire la loro vera e più profonda vocazione.
Anche il Martirologio Romano specifica che “spontaneamente rinunciò insieme al marito alla vita coniugale“.
Educatrice e contemplativa nell’azione
Nel 1826 santa Benedetta si ammala, ma prega san Girolamo Emiliani e miracolosamente guarisce. Per un periodo torna a vivere con il marito che si occupa di curarla. Poi insieme si dedicano all’accoglienza e all’educazione di ragazze povere e abbandonate.
Per la sua attività l’Imperiale Regio Governo Austriaco le dona il titolo di Promotrice della Pubblica Istruzione. Alcune donne si uniscono alla sua missione e dopo aver redatto una Regola e aver ricevuto l’approvazione ecclesiastica all’insegnamento scolastico unisce anche quello catechetico.
Era una contemplativa nell’azione perché seppur si occupava attivamente di assistere ed educare traeva la forza per farlo e la sua profondità spirituale da un’intensa vita di preghiera. Era molto dedita alla contemplazione del Crocifisso e confidava nel Signore per ogni cosa.
Le Benedettine della Provvidenza
Con il passare del tempo la sua opera si perfeziona e giunge al compimento con la fondazione di un istituto religioso. Sono le Suore Benedettine della Provvidenza, come verranno chiamate dopo la sua morte, che fonda a Ronco Scrivia insieme ad una scuola per ragazze povere.
L’Istituto ha una rapida espansione e nel 1847 arriva anche a Voghera. È proprio a Rinco Scrivia che santa Benedetta muore il 21 marzo 1858 nel giorno e nell’ora che aveva previsto. Alla sua morte era già forte la fama di santità.
beatificata nel 1987, la canonizzazione ha avuto luogo, poi, nel 2002. È modello per le persone conacrate in quanto indica come ci si possa conformare a Cristo nell’abbandono alla Divina Provvidenza.







