Oggi 2 marzo, Santa Angela de la Cruz: al servizio dei poveri che chiamava “i miei padroni

Santa Angela de la Cruz è la fondatrice delle Suore della Croce, abbracciò la povertà completamente per mettersi al servizio dei poveri che considerava i suoi “padroni”. 

Santa Angela de la Cruz
Santa Angela de la Cruz – lalucedimaria.it

Farsi povero con il povero per portarlo a Cristo” è il motto di Santa Angela de la Cruz, che si commemora oggi 2 marzo. Visse in Spagna a cavallo tra Ottocento e Novecento e fu la fondatrice dell’Istituto delle Suore della Croce.

Nacque con il nome di  María de los Ángeles Guerrero Gonzálz il 30 gennaio 1846 a Siviglia. Non riuscì a frequentare assiduamente la scuola perché doveva lavorare fin da bambina come operaia in un laboratorio di calzature. L’attrazione per la vita religiosa sorse molto presto in lei.

Santo di oggi 2 marzo: Santa Angela de la Cruz, suora che dedicò la sua vita al servizio d’amore dei poveri

A 25 anni promise al Signore di vivere sempre secondo i principi evangelici. Ebbe esperienze mistiche e nel 1873, mentre si trovava assorta in preghiera ebbe una visione. Vide Cristo crocifisso e un’altra croce vuota, di fronte alla sua.

Ebbe così l’ispirazionedi immolarsi insieme a Lui per la salvezza delle anime. Comprese di essere chiamata a  stare vicina a Gesù e offrirsi per le anime dei poveri.

Guidata dal suo direttore spirituale, il canonico José Torres Padilla (per il quale è in corso la causa di beatificazione e canonizzazione), entrò prima tra le Carmelitane Scalze. Successivamente passò tra le Figlie della Carità di San Vincenzo De’ Paoli, ma a causa di motivi di salute fu costretta ad uscire da entrambi gli ordini.

L’ Istituto religioso per la cura dei più deboli

Rientrata in famiglia, ebbe l’idea di fondare un’Istituto religioso e mise per iscritto in un diario i suoi pensieri al riguardo. Aveva l’intenzione di dedicarsi alla cura dei più deboli, i poveri e i malati.

Così nel 1875 diede vita alle Sorelle della Compagnia della Croce. L’Istituto ebbe l’approvazione della Santa Sede nel 1904. Santa Angela veniva chiamata la “madre dei poveri“, e  “Farsi povero con il povero per portarlo a Cristo” fu il motto che diresse la sua vita ec ostituì il fondamento della spiritualità e della missione della Compagnia della Croce.

L’operato delle religiose ebbe un forte impatto  sulla Chiesa e sulla società di Siviglia in quell’epoca. Venivamo molto apprezzate e nel corso della persecuzione religiosa che circolava in quegli anni furono difese dai cittadini e protette affinché nessuno facesse loro del male.

Nel 1898 papa Leone XIII concesse all’Istituto il Pontificio Decreto di lode, fino a quando san Pio X diede l’approvazione definitiva nel 1904.

L’attenzione ai dettagli per rendere lode

Santa Angela si occupava di seguire personalmente l’apertura delle nuove case che nel frattempo venivano a crearsi. desiderava che gli ambienti fossero rigorosi ed improntati all’essenzialità, ma che ci fossero gli arredi più belli in particolare per la cappella.

Aveva, dunque, un’attenzione amorevole per il dettagli che potessero essere espressione di lode a Dio. Semplice ed umile, era anche energica e si dedicava totalmente a prendersi cura dei bisogni degli altri, soprattutto dei più indigenti.

Nel 1931 fu colpita da un’embolia cerebrale e rimase paralizzata nella parte destra del corpo. Poi, con l’andare dei mesi si aggravò sempre di più perdendo l’uso della parola e anche durante la malattia volle restare sdraiata su un tavolaccio di legno e non su un comodo materasso in atteggiamento penitenziale.

Morì il 2 marzo 1932 alzando gli occhi al cielo e sorridendo. Fu sepolta nella cripta della casa generalizia. Le Sorelle della Compagnia della Croce attualmente contano case in quasi tutte le regioni della Spagna e in Argentina. In Italia hanno due comunità, a Roma e a Reggio Calabria. Il loro fine specifico è promuovere la salvezza delle anime tra i poveri, mentre i mezzi con cui lo compiono sono la visita quotidiana dei malati a domicilio e l’educazione gratuita delle bambine povere in orfanotrofi e scuole.

Gestione cookie