Sant’Erminia di Treviri, di cui oggi festeggiamo la memoria liturgica, visse a cavallo tra VII e VIII secolo. Fu lei a fondare il monastero nella città, divenendone badessa.
Benefattrice: con questo termine si potrebbe riassumere la spiritualità di santa Erminia, fondatrice e badessa del monastero di Treviri. La Santa nacque per l’appunto nella stessa città in cui fondò il monastero e proveniva da una nobile famiglia. Suo padre, infatti, era il re merovingio Dagoberto II, mentre sua madre era la principessa anglosassone Matilde. Erminia, conosciuta anche come Irminia di Oehren, era particolarmente vicina alla Santità. Infatti, alcune importanti fonti la annoverano come sorella di Santa Adele.
Come spesso accadeva per le nobili donne dell’epoca, Santa Erminia fu promessa sposa a un giovane nobile. Tuttavia, quest’ultimo morì alla vigilia delle nozze. Erminia, dopo il lutto, decise di entrare in monastero, sposando dunque la vita religiosa. La Santa decise di fondare un monastero, usufruendo di un castello donatole dal padre. Gran parte delle fonti storiche la annoverano infatti negli atti di fondazione del monastero di Echternach (Lussemburgo).
Esistono in realtà moltissime fonti che parlano della Santa che festeggiamo oggi. Una di queste, racconta che Erminia sarebbe in realtà andata in sposa, nell’anno 693, a Ugoberto, morto tra il 697 e il 698. Quest’ultimo era, secondo le fonti, il siniscalco di Clodoveo III. Sembrerebbe, tra l’altro, che la Santa avesse anche avuto diversi figli. Secondo la fonte, i figli sono: Attala, identificata poi con Sant’Adela; Rolando; Plectrude; Regentrude; Bertrada.
Sant’Erminia morì a Wissembourg, nel 716. La Chiesa Cattolica festeggia la sua memoria liturgica nella data del 24 dicembre. Il Martirologio Romano offre le notizie della sua vita attinte direttamente da un antico documento, “La carta di Dagoberto”, databile al 646. Inoltre, la data del 24 dicembre compare anche nei Calendari della Diocesi di Treviri sin dall’XI secolo. Il suo nome, chiaramente di origine germanica, deriva da “Irmin”. Questo nome significa “Donna forte e potente”, oppure “consacrata al dio Irmin”, il soprannome dato al dio Odino. Questa potrebbe essere stata la scelta dei suoi genitori, che, con ogni probabilità non erano cristiani. Fu la Santa a portare la fede in Cristo in famiglia, insieme alla sorella.
Fabio Amicosante
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