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San Giuseppe Lavoratore, il Santo di oggi 1° maggio: modello di paternità

San Giuseppe lavoratore, padre putativo di Gesù, è il Santo grazie al quale si riconosce la dignità dei lavoratori, del dovere e del perfezionamento dell’uomo.

San Giuseppe (websource)

Nei Vangeli Gesù è chiamato Figlio del carpentiere. Quello di San Giuseppe fu un modello di paternità esemplare. Sposò la giovane Maria e si trovò dunque a guidare la Sacra Famiglia, nella quale nacque, per opera dello Spirito Santo, Gesù. Dal momento in cui gli angeli gli apparvero in sogno, eseguì con umiltà e generoso silenzio il Santo compito che gli fu affidato. Così scaldò il Bambino Gesù nella culla, lo mise in salvo in Egitto quando fu necessario, lo cercò preoccupato quando si allontanò nel tempio e insegnò con diligenza e scrupolosità il suo mestiere al Figlio.

San Giuseppe Lavoratore, patrono dei padri

San Giuseppe è il patrono dei padri, dei falegnami, degli ebanisti e dei carpentieri. La sua ricorrenza liturgica si festeggia il 19 marzo, ma grazie a Pio XII lo festeggiamo anche il 1° maggio. Le fonti sulla vita di San Giuseppe risiedono nei Vangeli. In Marco (6, 3-4), quando i nazareni videro Gesù in sinagoga si chiesero: «Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria […]?» , mentre in Matteo (13,55-56) «Non è egli forse il figlio del carpentiere?» . Gli evangelisti ci danno quindi indicazioni precise, San Giuseppe era un lavoratore, lavorava in qualità di falegname, all’occorrenza di fabbro.

La decisione che salvò Maria

San Giuseppe prese la fondamentale decisione di sposare Maria incinta. Le leggi al loro tempo erano intransigenti. Una donna incinta e senza sposo avrebbe di certo rischiato la lapidazione. Non fu una scelta semplice quella di Giuseppe, ma fu saggia. Spinto dall’aiuto divino prese in sposa Maria, la salvò e con lei salvò il futuro nascituro, il Figlio di Dio.

La devozione a San Giuseppe

Iniziò a fiorire, accanto a quello mariano, anche un culto giuseppino nel primo Medioevo. Furono importanti e costituirono un valido contributo alcuni scritti dei monaci benedettini. Proprio all’interno dei loro calendari si iniziò a inserire il nome di  San Giuseppe. San Bernardo di Chiaravalle sostiene che “la fama della Vergine Maria non sarebbe integra senza la presenza di Giuseppe”. Sempre Bernardo afferma che non vi è dubbio che Giuseppe sia stato uomo buono e fedele; lo definì Servo fedele e saggio.

San Bonaventura e San Tommaso d’Aquino

La teologia medievale ha preso in seria considerazione la figura del Santo. San Bonaventura da Bagnoregio fu il primo teologo a ripensare al Santo come protettore di Maria e del Bambino Gesù nella povera grotta. Lo stesso fece San Tommaso d’Aquino che invece pone l’attenzione sul mistero dell’Incarnazione: senza la presenza fondamentale di Giuseppe, la gente avrebbe pensato che Gesù potesse essere un figlio illegittimo. Cristo aveva bisogno di una figura come Giuseppe, un padre umano, che gli avrebbe dato cura e protezione.

Culto

Giovanni XXIII affidò a San Giuseppe il Concilio Vaticano II. Durante le pratiche conciliari, nel 1962 inserì il nome di San Giuseppe nel Canone Romano. Papa Pio XII assegnò al Primo maggio la festa di San Giuseppe Lavoratore, nel giorno in cui in molte parti del mondo si festeggia la festa del lavoro. I lavoratori cristiani lo venerano come esempio e come patrono.

Fabio Amicosante

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