Santa Gemma | Quel desiderio le spacca il cuore e poi riceve il dono inaspettato

Gemma Galgani, bellissima e veneratissima Santa di Lucca, l’8 Giugno 1899, all’età di 21 anni, riceveva un dono straordinario che le fu anticipato dalla Madonna in persona che la definì “una grazia grandissima”

Questa sera a Lucca, l’atteso evento che sarà trasmesso in diretta dalla Luce di Maria per ricordare quanto di straordinario e’ accaduto alla Santa dal volto incantevole.
santa gemma galgani

photo web sourceL’inizio è previsto per le ore 20 con la Santa Messa e a seguire la Processione solenne con la nuova statua di Santa Gemma a grandezza naturale e impressionante per quanto è verosimile e la reliquia, a partire dal Santuario fino alla casa delle stigmate.

La diretta dell’evento sarà in diretta Facebook sulla Luce di Maria che trasmetterà l’intera celebrazione.

Gemma e il suo amore folle per Gesù  

Gemma, mistica dalle estasi profonde e dal cuore passionista. Gemma, nasce il 12 Marzo 1878  a Borgonuovo, una piccola frazione  del paese di Camigliano, a pochi chilometri dalla città di Lucca. Fin da bambina, dedicava molte ore alla preghiera e nutriva un amore appassionato per il Crocifisso. Tanto che Gemma stessa, dichiarò che cresceva sempre di più in lei il desiderio di “poter aiutare Gesù nei suoi dolori”. Aveva solo otto anni quando fece i conti con la prima grande sofferenza della sua vita, la morte della sua amata mamma. Fu l’inizio di una serie di grandi dispiaceri che misero a dura prova la forza spirituale di Gemma. Ma la sua fede, il suo amore per Gesù, ebbero la meglio nel suo cuore.
Un secondo dolorosissimo lutto per Gemma, oramai adolescente, fu la morte di suo fratello Gino, chiamato al sacerdozio. Verso di lui nutriva un grande affetto e condivideva le sue stesse aspirazioni. Nel 1897, dopo una lunga e dolorosa malattia, morì anche il padre e la famiglia Galgani da benestante che era, finì in una condizione di grave indigenza. 
Gemma a circa 19 anni, andò a vivere per un periodo a Camaiore presso una zia. Nonostante la sua riservatezza, era così bella che fu notata e chiesta in sposa da un giovane del luogo, ma lei rifiutò perché voleva essere “tutta di Gesù”Ritornò poi a Lucca e andò ad abitare, assieme ai suoi tre fratelli e alle due sorelle, nel quartiere popolare di Via del Biscione, che oggi porta il nome di “Via Santa Gemma Galgani” e proprio lì ricevette il grande dono inatteso.  

Una guarigione miracolosa

Nell’estate del 1899 Gemma si ammalò gravemente; trascorreva le sue giornate nella sofferenza e nella preghiera, confortata dalle apparizioni di San Gabriele dell’Addolorata, Passionista, che aveva per lei parole di tenero conforto. Poi accade un fatto incredibile, al termine di una novena in onore della Beata Margherita Maria Alacoque, Gemma guarì miracolosamente. Da allora cominciarono a chiamarla “la ragazzina della grazia”.

Il suo più grande desiderio era quello di vestire l’abito religioso. Fece diversi tentativi per entrare in diversi Ordini, ma venne sempre respinta. Due erano le obiezioni: la salute malferma e la mancanza di dote. Viva non mi ci vogliono – disse un giorno ad una sua zia –  ma da morta mi cercheranno“. E la sua profezia si è avverata.

Le sue spoglie mortali, oggi, sono infatti custodite sotto l’altare del Monastero delle Monache Passioniste a Lucca, dedicato a lei, e meta di pellegrini provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo.

Il dono di una grazia grandissima

Gemma è sempre stata Passionista nel desiderio e nel cuore, fino al termine della sua breve esistenza terrena. Sempre cercava di imitare il genere di vita orante e penitenziale delle figlie della Passione, pur non avendo potuto indossarne l’abito.

La sera di giovedì 8 giugno 1899, vigilia della festa del Sacro Cuore di Gesù, Gemma percepì in modo più straordinario del solito, un dolore straziante dei suoi peccati ed il desiderio di espiarli.
In estasi, si trovò di fronte il suo Angelo Custode e la Madonna che l’avvertì che Gesù stava per farle “una grazia grandissima”. Subito le apparve Gesù, con tutte le ferite aperte da cui uscivano le fiamme di fuoco che penetravano le mani, i piedi e il cuore di Gemma che si sentì come morire. Ma la Madonna la sorresse e la avvolse col suo manto.  
Dopo parecchie ore, si ritrovò in ginocchio mentre il sangue fuoriusciva dalle ferite che si erano prodotte sulle mani, sui piedi e sul cuore. Cercò di coprirle come meglio poteva, poi con l’aiuto del suo angelo, Gemma riuscì a salire sul letto. Questo straordinario evento continuò a ripetersi ogni settimana, dalle otto di sera del giovedì fino alle tre del venerdì pomeriggio.
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La casa delle stigmate di Santa Gemma 

Oggi, quella che un tempo era l’abitazione di Gemma, è chiamata la  “Casa delle Stigmate” ed i fedeli possono visitarla, accompagnati dai volontari che prestano servizio presso il Santuario delle passioniste, dedicato a Santa Gemma Galgani. 
Qui sono custoditi oggetti e ricordi di Gemma e della sua famiglia, e il pellegrinaggio, si conclude proprio nella stanza in cui lei ricevette il dono delle stigmate. Lì è stato posto un trittico ad ante apribile che mostra la stigmatizzazione di Gemma. E chi come me ha visitato quel luogo, può  confermare che si respira aria di Cielo.
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