Santa Edith Stein, il Santo di oggi 9 Agosto, la Compatrona d’Europa, uccisa da Hitler

Edith Stein fu una donna di cultura, che scelse di convertirsi alla religione cattolica, dopo aver cercato la verità nella filosofia fenomenologica.

Edith Stein
Santa Edith Stein – photo web source

Colei che conosciamo come Santa Teresa Benedetta della Croce (1891-1942, Polonia) si chiamava, in realtà, Edith Stein. Apparteneva ad una famiglia ebrea. Crescendo, già a 14 anni, si dichiarò atea e cominciò a studiare filosofia.

Edith Stein: prima discepola di Husserl, poi di Cristo

Divenne una donna di cultura molto ricercata. Si batteva per il diritto al voto e fu al fianco del filosofo Edmund Husserl, padre della scuola fenomenologica.
Una sera del 1921, la sua vita cambiò radicalmente. Mentre si trovava a casa di amici, le capitò tra le mani un libro che parlava di Santa Teresa d’Avila: “Presi casualmente un libro dalla biblioteca; portava il titolo “Vita di santa Teresa, narrata da lei stessa”. Cominciai a leggere e non potei più lasciarlo, finché non ebbi finito. Quando lo richiusi, mi dissi: questa è la verità”!

L’eminente filosofa aveva trovato, in una sola notte, ciò che i suoi collegi non hanno mai smesso di cercare: la verità sulle cose di questo mondo e sull’animo di chi lo abita.
L’anno successivo, Edith Stein ricevette il Battesimo; qualche anno dopo si avvicinò alle Carmelitane scalze, col nome di Suor Teresa Benedetta della Croce.

Edith Stein: Essere finito ed Essere eterno

Tra le sue opere, ricordiamo “Essere finito ed Essere eterno”, un libro che cerca di fondere i pensieri di Tommaso d’Aquino e di Husserl; “La scienza della croce, uno studio su Giovanni della Croce”. Di una donna così intelligente e profonda, che aveva persino scritto a Papa Pio XI, denunciando l’inizio della persecuzione nazista contro gli ebrei e la pericolosità dell’ideologia di Hitler, oggi non rimane nemmeno il corpo.
Edith Stein, Suor Teresa Benedetta della Croce, fu una delle vittime della Gestapo, deportata ad Auschwitz e uccisa, in una camera a gas. Il suo corpo, poi, fu bruciato.

Per ricordarla, un pugno di cenere dei forni crematori di Auschwitz fu portato nella Chiesa di San Michele, a Breslavia (sua città natia, oggi Wroclaw).
Nel 1987, Papa Giovanni Paolo II la proclamò Beata; nel 1998 Santa. Lo stesso Santo Padre, l’anno successivo la proclamò co-Patrona d’Europa, con altre due grandi donne: Santa Brigida di Svezia e Santa Caterina da Siena.

Ecco cosa disse di lei Papa Giovanni Paolo II: “Una personalità che portò nella sua intensa vita una sintesi drammatica del nostro secolo”. “Dichiarare oggi Edith Stein co-Patrona d’Europa, significa porre sull’orizzonte del vecchio continente un vessillo di rispetto, di tolleranza, di accoglienza, che invita uomini e donne a comprendersi e ad accettarsi, al di là delle diversità etniche, culturali, religiose, per formare una società veramente fraterna”.

Preghiera di Santa Teresa Benedetta della Croce

O Maria, oggi sono stata con te presso la croce e una volta ancora ho sentito così chiaramente che sotto la croce tu sei diventata nostra Madre.
Come potrebbe la fedeltà di una madre terrena non prendersi cura di esaudire l’ultima volontà del figlio?

Ma tu, tu eri la serva del Signore: l’essere e la vita del Dio fatto uomo erano interamente inscritti nel tuo essere e nella tua vita. E’ per questo che hai accolto i tuoi nel tuo Cuore ed è con il sangue delle tue sofferenze che hai guadagnato ogni anima per una vita nuova.
Tu ci conosci bene tutti, con le nostre ferite e le nostre piaghe; conosci anche lo splendore celeste che l’amore del Figlio tuo vorrebbe espandere su di noi nella luce eterna.

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Guida perciò i nostri passi con cura. Nessun prezzo per te è troppo alto, per condurci alla meta. Ma quelli che tu hai scelto per seguirti, per averli intorno a te un giorno presso il trono nell’eternità, ora devono restare qui con te sotto la croce.
E’ con il sangue delle loro sofferenze che devono acquistare lo splendore celeste delle anime preziose che il Figlio di Dio ha loro affidato in eredità. Amen.

Antonella Sanicanti

 

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