Augusta si era convertita, in gran segreto, al nostro Dio. Quando il padre lo scoprì, fu implacabile, tanto da farla addirittura arrestare.
Nel XVI secolo, Minuccio de’ Minucci di Serravalle, stretto collaboratore e segretario di Papa Clemente VIII (all’epoca, anche Sovrano dello Stato Pontificio) raccolse più notizie possibili su Santa Augusta di Serravalle (II secolo d.C., Veneto).
La vita della Santa è riportata, così, nel “De probatis sanctorum historiis” del Frate certosino e agiografo Lorenzo Surio.
Matruco era avverso -a dir poco- ai cristiani e alla loro fede, si può, dunque, immaginare quale sorte toccò alla figlia.
Ad Augusta, non rimanere che rinnegare il Vangelo per salvarsi, ma, ovviamente, non volle farlo. Per questo motivo, fu torturata e poi decapitata. Fu legata ad una ruota dentata e le furono strappati tutti i denti, pur di indurla a obbedire al padre ed alla società, ma lei scelse coraggiosamente il martirio.
Nessuno si prese cura del suo corpo esanime, tanto che venne ritrovato, solo anni più tardi, in una fossa, su una collina, presso Serravalle. Quel luogo prese il nome di Augusta e, li, venne poi costruita una Chiesa a lei dedicata, ma solo nel V secolo.
Antonella Sanicanti
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