Il Pontificato di Sant’Igino fu breve, ma ricco di valore simbolico. Con lui la fede cristiana restò ben salda e le eresie che si stavano sviluppando cessarono di esistere.
Non disponiamo di molte fonti sulla vita di Sant’Igino. Sappiamo che era un filosofo di origini ateniesi e che, nell’elenco stilato da Sant’Ireneo (nell’XI secolo, di ritorno da un viaggio), Igino risulta come il nono dei Vescovi di Roma, unico a portare questo nome. Non sono chiare le circostanze della sua morte, poiché c’è chi lo annovera tra i martiri della Chiesa e chi invece sostiene che sia morto in altre circostanze. Il Santo Pontefice salì al soglio pontificio nel 136 e resse la cattedra di Pietro per quattro anni, durante i quali dovette affrontare diverse dispute teologiche.
Martire o no, Sant’Igino ebbe un altro grande merito, quello di aver combattuto le eresie che si stavano sviluppando. Infatti, calmati gli attacchi dei pagani contro il cristianesimo, che essi definivano “la nuova razza senza patria”, la Chiesa si vide minacciata internamente dal proliferare di alcune sette eretiche. Quella più pericolosa era la setta di Valentino e Cerdone, i quali si erano recati a Roma col fine di spargere al popolo l’eresia gnostica.
Di cosa si trattava? Fondamentalmente, la setta gnostica si basava su tale principio: al singolo fedele basta la fede, vi è poi una scienza, che però è riservata ai dotti e questa scienza offre una spiegazione filosofica alla fede comune. L’intervento di Papa Igino si rivelò fondamentale per salvare la Chiesa. Il Santo Pontefice sconfessò i due eretici e preservò l’integrità del genuino insegnamento evangelico.
Il pontificato di Sant’Igino si colloca in un momento molto importante della storia, poiché è il periodo in cui venne fondato il mausoleo di Adriano (Castel Sant’Angelo). Inoltre, al Santo Pontefice viene riconosciuta l’istituzione, secondo il Liber Pontificalis, degli Ordini Minori. C’è di più: Sant’Igino era un grande organizzatore e grazie a lui si ebbe una più chiara distinzione tra presbiteri e diaconi, con l’introduzione della figura del suddiacono.
Non conosciamo l’anno della morte di Sant’Igino. Alcuni suppongono che subì il martirio sotto l’Imperatore Antonino Pio, ma non ci sono le prove del suo martirio. La Chiesa cattolica festeggia la sua memoria liturgica l’11 gennaio.
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Fabio Amicosante
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