Sanremo: prete amico di Amadeus, gli dà una bella tirata di orecchi

L’ex conduttore Rai che ha lasciato tutto per la sua vocazione sacerdotale, non ci sta affatto all’oltraggiosa performance del cantante Achille Lauro sul palco dell’Ariston, in occasione della prima serata del Festival. 

A parlare è infatti uno strettissimo amico di Amadeus ma che non si è tirato indietro nel criticarlo in maniera molto ferrea per le sue scelte.

Don Fabrizio Gatta
Don Fabrizio Gatta – photo web source

Don Fabrizio Gatta è un ex conduttore Rai e ora diventato vice parroco a Sanremo. Di fronte a quanto visto da tutto il Paese durante la prima serata del Festival della Canzone, dove il cantante Achille Lauro ha inscenato un “auto-battesimo” provocatorio e blasfemo, ha deciso di fare sentire la sua voce e non le ha mandate a dire al cantante.

Le parole molto dure di don Fabrizio Gatta

Gatta è infatti molto amico del presentatore del Festival Amadeus, in quanto i due sono legati da una lunghissima amicizia, ma nonostante ciò ha deciso di rimproverarlo duramente per non avere vigilato davanti a quello che stava accadendo sul palco, gravemente offensivo verso tutti i cattolici.

Intervistato da Fanpage, Don Fabrizio ha infatti attaccato duramente Lauro parlando di “messinscena di cattivo gusto”. “È rimasto a tre anni fa, anche nelle provocazioni è vecchio. Non dice niente di nuovo, il suo è conformismo. A me dispiace, è un coniglio che fa il leone con i simboli del cattolicesimo”.

Per Gatta quelle di Lauro sono “provocazioni fini a se stesse, che non fanno riflettere, non hanno alcun obiettivo, se non quello di far parlare di lui“. Non a caso, ha commentato, la sala stampa lo “ha relegato in fondo alla classifica”. “Di che cosa vogliamo parlare, valore musicale zero. È anche ignorante sui sacramenti, non ci si può battezzare da soli”.

La tirata d’orecchi ad Amadeus prima della battuta finale

Le parole di Gatta sono quindi in piena sintonia con quanto affermato a caldo dal Vescovo di Sanremo Mons. Suetta, che ha duramente criticato l’esibizione di Lauro chiedendo alla Rai di evitare tali cadute di stile che, puntualmente, si ripresentano ogni anno. Una mosca bianca, purtroppo, in tanto silenzio a cui si è assistito in questi giorni anche all’interno del mondo cattolico, spesso intimorito e intiepidito nel prendere posizione di fronte allo sbeffeggiamento del Sacramento più caro di tutti, il Battesimo.

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È triste parlare oggi di Achille Lauro che ha un brano penoso e che ormai ruota attorno a se stesso“, riflette ancora Gatta. “A me dispiace, poi magari è un ragazzo che sta cercando Dio”. Tuttavia, “da amico tiro le orecchie anche ad Amadeus. “Quando si ha la responsabilità della direzione artistica di un programma del genere, non si possono avallare ancora una volta le buffonate di Lauro”.

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Soltanto alcuni giorni prima dell’inizio del Festival, infatti, i fotografi avevano immortalato il presentatore tra le prime file della Messa celebrata da Don Fabrizio. Una bella immagine, che però cozza con il lassismo con cui si sono concesse certe rappresentazioni in prima serata nell’emittente pubblica, e si spera che non si trattasse semplicemente di portarsi avanti rispetto a qualcosa che si aveva ben chiaro che sarebbe successo.

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Gatta ha così affondato il coltello nella piaga. “Vedendo la buffonata che è stata messa in scena ieri, sono rimasto profondamente deluso e anche un po’ sconsolato con Amadeus”, ha commentato il sacerdote, smorzando i toni con una battuta. “Gli direi: la prossima volta vigila o ti mando le Guardie svizzere”.

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