San Felice di Nola, il Santo di oggi 14 gennaio: l’angelo lo salvò

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:30

San Felice di Nola è annoverato tra i martiri della Chiesa, pur essendo morto per cause naturali. Il Santo subì le persecuzioni pagane e, quando fu arrestato, fu un angelo a salvarlo.

San Felice di Nola
San Felice di Nola (websource)

San Felice nacque a Nola nel III secolo. La sua vita ci è narrata da San Paolino di Nola, a cui si deve la costruzione del complesso paleocristiano, nella località campana, che ospita le spoglie di Felice. Secondo il racconto di Paolino, unico documento storico sulla sua vita, San Felice proveniva da una famiglia nobile orientale. Si trasferì, molto ricco, in Italia, insieme alla sua famiglia. Mentre suo fratello Ermia scelse la carriera militare, Felice si consacrò a Cristo, divenendo Presbitero.

San Felice e le persecuzioni

San Felice divenne uno stretto collaboratore del Vescovo di Nola, Massimo. Quest’ultimo, durante una feroce persecuzione contro i cristiani, si rifugiò in un luogo deserto e lasciò Felice nella diocesi, promuovendolo come suo successore. Tuttavia, durante la persecuzione, Felice fu imprigionato e torturato. Dopo esser stato gettato in una fornace di carboni ardenti, il Santo riuscì a liberarsi grazie al miracoloso intervento di un angelo, che lo condusse verso la libertà.

Il rifiuto della carica

Terminate le persecuzioni, San Felice poté tornare nella diocesi, da dove era fuggito grazie al prodigioso intervento angelico. Morto il Vescovo Massimo, venne immediatamente candidato a succedergli, ma il Santo rifiutò tale carica, rinunciando a tutti i beni che gli sarebbero spettati, trascorrendo il resto dei suoi giorni impegnandosi nel suo servizio e vivendo in completa povertà.

Martire della Chiesa

Non conosciamo con certezza l’anno della morte del Santo. Secondo alcuni, San Felice morì sotto Valeriano (258), ma con ogni probabilità sia lui che il Vescovo Massimo morirono dopo la Pace di Costantino, dunque, dopo il 313. In ogni caso, San Felice fu sempre venerato come Martire della Chiesa, pur non essendo stato ucciso, poiché certamente aveva sofferto e, solo miracolosamente, riuscì a trovare la strada della salvezza.

Culto

La tomba di San Felice di Nola fu detta “Ara Veritatis”, poiché gli si attribuiva particolare efficacia per il trionfo della verità, contro i mentitori. San Felice è patrono di Cimitile (nei pressi di Nola), luogo nel quale si dedicano al Santo una serie di processioni, che hanno luogo a partire dal 5 gennaio e che terminano proprio il 14 gennaio, data in cui la Chiesa cattolica festeggia la sua memoria liturgica.

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Fabio Amicosante

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