Il vescovo di Nola condanna le Feste Eretiche: “Questo è troppo”

Feste EreticheA Nola si organizzano in discoteca le “Feste Eretiche”, delle classiche serate in discoteca in cui il tema è quello del sacrilegio. Il Vescovo di Nola Marino chiede ai ragazzi di interrompere le feste per rispetto di chi crede.

Il gruppo organizzatore ‘Assafadì‘ (lascia fare a Dio, tipico modo di dire locale) ha organizzato per la fine di ottobre e per lo scorso fine settimana delle feste in discoteca sotto il logo “Eresia“. Gli eventi sono stati pubblicizzati con video promozionali che ridicolizzano santi, papa, suore e chiese ed all’interno del locale sono state adibite tre croci rovesciate e pitturate di nero come elemento sostitutivo dei pali da pole dance accanto alle quali si esibivano le ragazze cubo. Tutto il locale era a tema “Satanico” e c’era persino la possibilità di farsi un selfie con delle croci rovesciate alle spalle.

Messo a conoscenza degli eventi, il vescovo di Nola Marino ha deciso di scrivere una lettera aperta ai giovani per far capire loro quanto il loro atteggiamento sia offensivo per gli altri e cercare di convincerli a non replicare le “Feste Eretiche”. Nella nota in questione, pubblicata sul sito ufficiale della Chiesa di Nola, il vescovo si chiede come molti dei giovani che hanno partecipato alla festa possano conciliare la loro fede religiosa con quel tipo di divertimento sacrilego: “Mi rivolgo ai giovani partecipanti con una domanda che ne contiene tante e che, già a rivolgerla, provo sofferenza: avete davvero bisogno di dileggiare la croce per divertirvi? Proprio qui, proprio a Nola, dove voi stessi siete protagonisti a giugno di una festa religiosa famosa in tutto il mondo? Si può, contemporaneamente, pregare la croce e offenderla? “.

Feste Eretiche, il vescovo di Nola si appella ad adulti e autorità

Nella stessa nota il vescovo si appella anche ai genitori di questi ragazzi chiedendo loro se sanno cosa fanno i figli per divertirsi e ricordando loro che la croce è segno di amore: “Anche agli adulti, ai genitori, propongo una riflessione accorata e amareggiata. La croce, per i cristiani, è simbolo di amore. Il suo rovesciamento significa, di conseguenza, odio. Siete consapevoli dei simboli che entrano nella vita dei vostri figli? Siete consapevoli che questo tipo di iniziative che oltraggiano e deridono il sacro possono fare del male ai vostri figli, al loro sistema di valori, al loro rapporto con Dio, con la fede, con gli altri?”.

Monsignor Marino si è rivolto anche alle autorità laiche chiedendo loro se quanto fatto in discoteca non possa essere considerato mancanza di rispetto delle confessioni religiose, quindi ha chiesto agli organizzatori del party un confronto per ragionare con loro sul perché un simile dileggio non dovrebbe essere ripetuto: “In particolare, porto il mio invito al dialogo agli organizzatori di queste ‘feste’, in gran parte giovani. A loro vorrei dire e ricordare, semplicemente, che anche l’eresia, che voi usate come logo commerciale e strategia di marketing, è una cosa seria, non un banale drink bevuto con l’illusione di essere anticonformisti”.

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Luca Scapatello